Adozioni gay: in Francia saranno possibili

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Adozione gay Francia

Si torna a parlare di adozioni gay. In Francia queste saranno finalmente legali, e ad annunciarlo è stato il ministro della Giustizia, Christiane Toubira, che in un’intervista rilasciata al quotidiano cattolico “La Croix” ha ridato speranza alle tante coppie omosessuali francesi (ed anche a quelle degli altri Paesi) che sognano una completa parità dei diritti fra le persone omosessuali e quelle eterosessuali. Che la Francia avesse intenzione di muoversi concretamente nella lunga strada della parità dei diritti lgbt, era già un fatto noto. Solo pochi mesi fa, il presidente della Francia François Hollande si era espresso in favore dei matrimoni e delle adozioni da parte delle coppie omosessuali.

A ribadire il concetto ci pensa adesso il ministro della Giustizia, che in poche parole ha assicurato che ben presto le coppie gay potranno usufruire degli stessi diritti che spettano alle coppie eterosessuali.

“Le persone omosessuali che desiderano diventare genitori del figlio biologico del loro partner potranno accedere alla procedura di adozione nelle stesse condizioni degli eterosessuali”, ha dichiarato la Toubira, che ha però sottolineato che la legge non prevede ancora di allargare alle persone omosessuali l’accesso alla procreazione medicalmente assistita. Dettaglio importante, che ha lasciato l’amaro in bocca agli esponenti della comunità lgbt in Francia.

“Il progetto di legge estenderà alle persone dello stesso sesso le disposizioni attuali sul matrimonio, sulla filiazione e sulla genitorialità. Apriremo quindi l’adozione alle coppie omosessuali e questo avverrà in un quadro identico a quello attualmente in vigore. Potranno, come le altre, adottare individualmente o congiuntamente”.

Immediata e dura la reazione da parte di coloro che, nel 2012, non ritengono sia necessario il raggiungimento di una vera democrazia che comprenda anche le persone omosessuali, primi fra tutti gli esponenti della destra e del mondo cattolico. Fra questi, Christine Boutin, ex ministro del governo Sarkozy e presidente del partito Cristiano democratico francese, che ha chiesto un referendum affinché la popolazione possa esprimersi in merito alla questione. “Ogni francese deve potersi esprimere su un tema pesante per le sue conseguenze sociali”.

Dura la risposta da parte del Governo, che non sembra intenzionato ad acconsentire ad una simile richiesta: “Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni. In un certo senso, il referendum c’è già stato quattro mesi fa”.

In attesa che in Francia queste parole possano finalmente trasformarsi in azioni concrete, non ci resta che augurarci che, al più presto, anche in Italia si possa aprire un dibattito reale sulla questione.

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Mer 12/09/2012 da Vasta Maria

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