Bologna, Gay Pride 2012 nella bufera: scoppia la polemica

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Il Gay Pride nazionale del 2012 si terrà a Bologna. A dare l’annuncio era stato pochi giorni fa attraverso il social network Facebook, il coordinatore della Giunta del sindaco Virginio Merola, che aveva fatto sapere che la città ospiterà con orgoglio il prossimo Gay Pride. Tutto è bene quel che finisce bene? Non esattamente, dal momento che le polemiche sono già pronte a decollare, prova dei pregiudizi che infestano un Paese vergognosamente omofobo e dalla mentalità chiusa e ristretta come si è spesso dimostrata l’Italia.

Nelle scorse ore è scoppiata la polemica, una polemica dovuta proprio alla decisione di ospitare a Bologna la manifestazione dell’orgoglio gay.

A sollevare il polverone sono stati parecchi esponenti della politica, a cominciare da Silvia Noè, presidente del gruppo dell’Udc in Regione, che ha criticato la scelta dell’assessore Lepore di portare a Bologna il Gay Pride.

“Questa città non è amministrata da persone connesse con i tempi attuali – dichiara la donna – : bisognava candidarla a ospitare approfondimenti e forum sulle emergenze familiari o sui giovani senza lavoro. Trovo più attuali le donne che dicono ‘se non ora quando?’”.

Il problema è che, come sono importantissime le battaglie delle donne che dicono ‘se non ora quando?’, sono importantissime anche quelle della comunità gay, che potrebbe porsi la stessa identica domanda!

Deludente anche il commento rilasciato da Marco Lisei, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, che si augura che la processione (o da alcuni definita anche ‘frocessione’), non risulti “offensiva verso qualunque altro modo di pensare e deve essere compatibile con le esigenze della città. Che non blocchino i viali”.

Il buongiorno si vede dal mattino!

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Mar 13/12/2011 da Vasta Maria

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