Bullismo, i ragazzi LGBT si sentono insicuri a scuola

Mercoledì, 18 Febbraio 2009.
insicurezza nelle scuole

Un anno dopo la morte di Lawrence King, la direttrice esecutiva del GLESEN (il sito web Gay, Lesbian and Straigh Education Network’s) Eliza Byard avvia un indagine nelle scuole per capire cosa è stato fatto per reprimere il bullismo e creare un nuovo dialogo con i giovani.


 
Il 12 febbraio dello scorso anno Larry King studente quattordicenne presso la Greene Middle School, in Oxnard, in California, è stato sparato alla testa da un compagno di classe Brandon McInerney, colpo che gli è costato la vita.
Questo caso ha suscitato molte polemiche ossia come mai molti minori abbiano facilmente accesso alle armi; per quale motivo essi ricorrono alla violenza come risposta ad un conflitto?
 
Gli amici di Lawrance hanno dichiarato che lui stesso si identificava come gay e capitava che si truccava o indossava abiti femminili. È stato dichiarato morto il giorno di San Valentino, il 14 febbraio.
Secondo molti sostenitori, gli studenti della comunità LGBT spesso sono vittime di situazioni di bullismo. Infatti secondo la GLSEN su 5 studenti LGBT più di uno è stato vittima di azioni di bullismo.
 
Il social network già nel passato aveva cercato di dare l’allarme agli educatori per fronteggiarli alla realtà quotidiana, agli atti di violenza contro gay che accadevano nelle scuole inosservatamente e che dalle semplici denigrazioni ci sarebbe stato il rischio di arrivare a veri e propri atti di violenza.
 
Ha invitato più volte gli educatori a prestare attenzione alle parole utilizzate nelle interazioni tra studenti. Le parole checca o frocio sono sempre atti di violenza. Ma per intervenire e correggere il comportamento di questi studenti p necessario agire prima sugli adulti in modo che si impongano a loro volta sui giovani. In un recente sondaggio tra studenti LGBT è risultato che nella maggior parte dei casi gli educatori non intervengono difronte a commenti omofobi tra gli studenti.
Come risultato da campagne politiche e dai media nazionali che trattano molto il tema della comunità LGBT, sono aumentati di gran lunga gli episodi di violenza contro la comunità LGBT dal 2006 ad oggi.
 

Non bisogna tralasciare il fatto che diverse scuole hanno avviato dei progetti educativi per reprimere gli atti di bullismo. Ma purtroppo nella maggior parte dei casi molti sistemi scolastici insistono sul proteggere l’identità sessuale anti gay ed è proprio per questo motivo che un anno dopo il tragico assassino di Larry oltre il 60% dei giovani LGBT continua a sentirsi insicuro a scuola. Pertanto il governo degli Stati Uniti dovrebbe avviare un programma di rieducazione.
 
Dal 2004 sono stati avviati dei programmi per insegnare la lingua inglese e soprattutto la cultura americana a 32.000 studenti stranieri che alla fine del percorso hanno capito che l’insegnamento più importante è stato quello di aver rispetto per le differenze.
 

Non lontano il caso italiano, dove negli ultimi anni “grazie” allo sviluppo delle tecnologie dei video fonini il caso bullismo è diventato una moda. In Italia il problema è ben più grave più che di un programma di rieducazione andrebbe resettato tutto. È già nessuno ricordo il povero studente diciasettenne che a Gela nel 2007 è stato cacciato dalla proprio insegnante perché gay e che pertanto avrebbe turbato l’andamento delle lezioni? E come lui tanti altri vivono situazioni analoghe ogni giorno.
 
 
La fonte di questo articolo è www.advocate.com
Le relative immagini provengono dai seguenti siti: www.puta.it; www.ilmessaggero.it; www.gazette.uwo.ca;www.ilpiave.it;www.lastampa.it

Via | Advocate
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