Colombia, Gay Pride stravolgente

Colombia, Gay Pride stravolgente

Mommy, the gays are coming, the gays are coming!

Dopo un anno di progressi per i diritti dei colombiani gay e lesbiche, la comunità lgbt ha festeggiato per le vie di Bogotà il più grande Pride organizzato finora. Titolo della giornata “Mommy the gays are coming, the gay are coming!

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Tra la baldoria della musica techno, migliaia di famiglie colombiane con i loro figli hanno riempito i marciapiedi di Carrera Septima a Bogotà, Domenica – per festeggiare una giornata animata dalle coloratissime drag queens e insieme a decine di migliaia di persone tra gay lesbiche e trans gender, tutti assieme per festeggiare l’anniversario del Gay Pride. Finora quella di Bogotà è stata la manifestazione del Pride più partecipata di tutto il paese in quest’ultimo anno.

Lo scorso gennaio, in un paese noto per il suo stretto legame con la Chiesa cattolica romana e per via del governo federale, il giudice costituzionale della Colombia ha emesso una sentenza che ha permesso a coppie dello stesso sesso di ottenere gli stessi diritti riconosciuti già agli eterosessuali e ai loro partner, è così stato il primo paese nell’America Latina a compiere il primo passo di tolleranza nei confronti della comunità LGBT.

Anche se la sentenza non ha alterato la definizione di matrimonio comune, tutte le coppie in Colombia hanno gli stessi diritti: le pensioni per i partner di membri militari, finanziamenti per le visite ospedaliere, per alimenti, e sussidi finanziari di assistenza per coppie che si separano. Giusto tre mesi dopo la decisione della Corte e alcuni giorni prima della manifestazione, il capo della polizia nazionale, il generale Oscar Naranjo, ha emesso una direttiva per la protezione dei diritti LGBT in applicazione della legge nell’intero stato. Il capo dei diritti Gay in Colombia ha dato l’annuncio, dichiarando che la polizia era a conoscenza di una serie di crimini di razzia in atto nei confronti delle persone LGBT nei club gay, senza una giusta causa. La direttiva proposta dal generale Oscar Naranjo chiede la creazione di un servizio di protezione da parte della polizia nei confronti della comunità LGBT, in ciascuno dei 32 stati della Colombia.

Ancora la marcia per la parità dei diritti in Colombia non è terminata. La pensano allo stesso modo molti cittadini che han preso parte alla manifestazione del Pride. Nonostante i recenti progressi, la Colombia è ancora un luogo non sicuro per chi è gay.
Cosa insolita ma non molto è che la Colombia ad oggi è diversa solo un giorno su tutto l’anno. I resti 364 giorni non si vedranno mai coppie omosessuali per le strade a tenersi mano nella mano – è quello che ha detto Martinez attivista dei diritti gay che registra i casi di aggressione annuali verso la comunità lgbt. Come ogni anno anche il prossimo si registreranno i soliti omicidi contro persone lgbt, questi ultimi anni ben 67 casi e non si è trattato d’incidenti isolati. Nel mese di maggio la stazione radiofonica Radio Gay Diversa è stata costretta a sospendere la propria programmazione dopo che per tre settimane è stata bombardata da minacce di morte che arrivavano per il direttore del programma Carlos Serrano e altri giornalisti. Minacce di morte o no, Radio Diversa ha fatto la sua comparsa durante la marcia e il direttore Serrano, si è mischiato tra la folla.

Penso che il gesto del direttore della radio debba essere di esempio per i Colombiani ma non solo per i Colombiani ma soprattutto per quanti di noi ci ritroviamo nel nostro piccolo mondo a subire discriminazioni. E poi, riprendendo quello che lo stesso Martinez ha dichiarato, il Gay Pride è un giorno solo, un giorno non basta per rivendicare un’identità. Ognuno per rivendicare la propria identità deve lottare e camminare a testa alta ogni giorno, 365 giorni all’anno ed essere libero di amare liberamente e apertamente chi gli sta accanto, non è sbagliato. È necessario reagire, lottare, denunciare e non rimanere in silenzio, non è sbagliato essere semplicemente se stessi.

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Fonte | Advocate

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Ven 03/07/2009 da

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