DADT abrogato, ma ci sono delle restrizioni

Alla fine, in qualche modo, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è riuscito a mantenere le sue promesse, cosi la proposta di legge di porre fine al divieto militare del Don’t Ask Don’t Tell è passata; ma la nuova legge non entrerà in vigore immediatamente e le domande senza risposta rimangono irrisolte: come sarà messa in atto la nuova politica? Sarà accettata dalle truppe? Esiste il rischio che possa ostacolare il lavoro delle truppe in Afghanistan e Iraq? Pare inoltre che l’opposizione abbia cercato di mantenere attive o comunque di applicare delle nuove restrizioni sull’abrogazione.
L’azione storica annunciata di recente dal Congresso ha posto fine definitivamente al divieto del Don’t Ask Don’t Tell che nel corso degli ultimi 17 anni ha sì permesso ai militari omosessuali di esercitare il servizio ma solo a condizione di mantenere private informazioni relative al proprio orientamento.
Un evento storico importante paragonato all’ordine esecutivo del presidente Harry S. Truman che nel 1948 ha concesso l’uguaglianza razziale ai militari.
La normativa dovrà essere firmata da Obama dopo essere stata approvata dal Senato nella giornata di sabato scorso; manca ancora una certificazione che venga offerta dal Pentagono al fine di assicurare che le modifiche non provochino danni ai servizi militari; ma come potrebbe accadere mai?
La questione dei gay nelle forze armate è stata combattuta per oltre un decennio. Dal 1993 tutti gli omosessuali che dichiaravano di essere tali non potevano essere arruolati nelle truppe. Proprio per questo motivo sono stati oltre 13.500 i membri militari radiati perché scoperti essere gay.
Negli ultimi 17 anni, da quando il Don’t Ask Don’t Tell è entrato in vigore effettivo, le visite e i controlli sui gay si sono evolute. Fortunatamente secondo un recente sondaggio la maggioranza del popolo americano è favorevole a permettere ai militari gay di servire nell’arma.
Aaron Belkin, direttore del Palm Center, un istituto di ricerca dell’università della California, ha dichiarato che sono necessari solo 3 passaggi per assicurare una transizione della legge rapida: un ordine esecutivo che sospenda tutti i licenziamenti effettuati contro i militari gay, il tempo necessario per mettere in atto le nuove normative, la certificazione immediata da consegnare al congresso al fine che la nuova legge funzioni. Pare sarà necessario richiedere corsi di formazione per i soldati. Un corso per imparare a trattare umanamente i propri colleghi nel 2011?
Non manca la voce dell’opposizione, come quella di Elaine Donnelly che ha dichiarato la nuova certificazione, una vera e propria farsa, perché realizzata da 3 persone che avevano già dichiarato il loro sostegno per il cambiamento: Obama, Gates e l’ammiraglio Mike Mullen.
Fonte | Advocate
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Lun 20/12/2010 da Luigi Putrino in DADT





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