Don Santoro: “Obbedirò al vescovo, ma mi sento umiliato”

Pubblicato da joker569 in Cronaca Gay, Vita da Gay.
Martedì, 3 Novembre 2009.

Don Santoro, il prete che alcuni giorni fa aveva celebrato le nozze tra Sandra Alvino e Fortunato Talotta, durante la celebrazione di una messa all’aperto, ha dichiarato di sentirsi molto umiliato per la decisione presa dal vescovo di sospenderlo per aver celebrato il matrimonio della “donna nata nel corpo di un uomo”.


 
«Umiliato, profondamente umiliato, devastato da questa umiliazione. Ma obbedirò al vescovo. Perché lo faccio? Non lo so neppure io, forse per l’amore smisurato che ho per la mia gente. Preferisco farmi da parte piuttosto che trascinare con me quindici anni di storia con voi contro un gigante invincibile», ha detto il prete, un ministro di Dio degno di stima e ammirazione.  
 
Si sente al centro di una ingiusta polemica anche Sandra Alvino, che vorrebbe parlare, vorrebbe spiegare che non è colpa loro, sua e di suo marito, se Don Santoro è stato sospeso. ma è il prete stesso a rispondere alla donna: «Cento volte lo rifarei, non ho nessun dubbio. Di fronte a un atto d’amore nessuno può giudicare. Sentirete dire dai buoni cristiani e dai miei superiori che non è vero che la Chiesa non accoglie. Ma io mi domando qual è la misura dell’accoglienza, come si fa ad accogliere solo fino ad un certo punto. E parlo di gente come Sandra, dei divorziati, dei risposati, dei separati, dei conviventi e degli omosessuali. Sono amati dalla Chiesa ma non fino in fondo. Io ho imparato dalla mia gente che nell’amore non esistono mezze misure. Tenete sempre Gesù come compagno di strada buttando via religioni, Chiesa e preti». 
 
Parole che suonano davvero strane dette da un prete. Fra le lacrime della sua comunità, Don Santoro continua: “Il vescovo mi ha detto che devo andare in una comunità religiosa per rivedere la mia vita, per riflettere. ‘Sono in un limbo?’ gli ho chiesto e lui mi ha risposto: ‘Bravo, rimani nel limbo fino a quando imparerai a non dare più scandalo’. Il problema è che non so quanto durerà perché io non imparerò mai».  
 
Una persona, Don Santoro, che ha fatto ciò che riteneva giusto, non negando a Sandra e Fortunato un diritto sacrosanto, quello di unirsi in matrimonio. Ne ha pagato le conseguenze, ma ha fatto ciò che riteneva più giusto. Davvero un esempio da seguire.  
 

Via | gaynews
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Commenti (1)

Allora, come nella nostra civiltà ci sono delle regole che vanno rispettate, anche nella chiesa ce ne sono e vanno seguite in maniera eguale! perchè secondo lo stato i Gay non potrebbero sposarsi e secondo la chiesa sì? Chi è questo prete per cambiare le leggi? e stiamo parlando delle leggi della chiesa che lui conosce benissimo! Allora un giudice in un processo potrebbe assolvere un ladro che ha rubato in un supermercato “perchè era l’unico modo per sopravvivere”? Ma non siamo ridicoli! Le leggi sono queste! Chiesa o Stato! E si rispettano! Punto.

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