Donazione del sangue vietata ai gay in Cina

Pechino – un uomo cinese ha citato in giudizio la Banca per la donazione del sangue del Centro della Croce Rossa di Pechino dopo essere stato respinto come donatore per il semplice motivo di essere gay. Nel caso in cui la corte accetterà questa denuncia, diventerà il primo caso di questo genere ad essere affrontato dinanzi la Corte in Cina.
L’uomo, un giornalista identificato con lo pseudonimo di Wang Zizheng è stato vittima di discriminazione sessuale dopo aver compilato la scheda del questionario informativo, in cui aveva dichiarato di essere gay; all’accettazione della banca del sangue, poi, gli è stato impedito di donare il sangue.
Secondo i regolamenti emanati dal Ministero della Salute Cinese e pubblicati dalla Federazione Nazionale Trasfusione Sangue, gli omosessuali e quelli con molteplici partner di sesso diverso, come i bisessuali non possono essere riconosciuti come Donatori di sangue autorizzati.
Citando la discriminazione, Wang con il suo avvocato, Huang Yizhi, ha presentato una querela contro il centro della Croce Rossa. Wang richiede delle scuse pubbliche da parte del centro e la possibilità di essere abilitato a donare il sangue.

Se il giudice accetterà il caso, questo sarà uno dei traguardi importanti per la comunità lgbt cinese e la sua visibilità, anche perché sarebbe il primo caso di questo genere nella nazione.
Si stima che il 2,3 % della popolazione cinese sia lesbica o gay – una stima che ammonta a circa trenta milioni di persone. Il numero effettivo potrebbe essere superiore perché molti omosessuali e lesbiche della nazione non sono inclusi in questo sondaggio.
L’omosessualità era considerata un disordine mentale fino al 2001 in Cina e la comunità lgbt cinese è ancora vittima della pressione sociale e della famiglia, nonostante i graduali passi verso una maggiore accettazione.
Lo scorso anno a Shanghai per la prima volta è stata concessa la celebrazione del Gay Pride e nel mese di dicembre è stato aperto un bar gay a Dali, città turistica nella provincia sudoccidentale dello Yunnan.
Il riscontro delle pressioni sociali sono evidenti nell’azione dei diversi interventi della polizia, come l’annullamento del primo concorso di bellezza gay cinese di Pechino.
Fonte | Advocate
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Sab 03/07/2010 da Luigi Putrino




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