Facebook gestisce le nostre vite

Pubblicato da Gigio in Cultura Gay, Diario Gay.
Lunedì, 30 Novembre 2009.
shut your facebook

Facebook è diventato una parte comune delle nostre vite ed è facile prenderlo come una garanzia.


Ora il più popolare social network al mondo è stato trasformato in un luogo standard dove poter incontrare vecchi amici, nuovi amici, contatti di lavoro e perché no, anche la possibilità di avere incontri occasionali sessuali.
 
Un artista di Toronto, Leif Harmsen ha lanciato un allarme contro i possibili pericoli del social network. Harmsen è diventato un personaggio icona del gruppo anti-Facebook, criticando il fatto che il sito sia diretto proprietario delle nostre informazioni personali e dei dati che ognuno di noi pubblica offrendo allo stesso tempo l’illusione di una libertà che non è concessa assolutamente, talvolta censurandola se lo ritiene opportuno.
 
“Chiunque si iscriva concede al sito il diritto irrevocabile, non esclusivo trasferibile e mondiale di usare tutti i contenuti che deposita fino alla revocazione degli stessi”.
 
Ha parlato della sua filosofia di anti Facebook in un piccolo gruppo commerciale attraverso cui propone e mette in vendita delle magliette di sua invenzione con la scritta “Shut your facebook”. Spiega che questo slogan non è molto anti-facebook quanti più che altro è a favore dell’umanità e dei modi di instaurare i rapporti sociali.
 
Harmsen ha inoltre dichiarato che il suo disincanto da Facebook è iniziato quando hanno iniziato a censurare le sue creazioni, viste come ironiche ma che evidentemente non erano gradite dagli amministratori di Facebook.
 
Dopo aver pubblicato i suoi post e dopo che gli stessi venivano rimossi dal suo profilo, ha deciso di eliminarsi da Facebook. Harmsen aveva creato un gruppo e pubblicava dei documenti su i World Naked Bike Ride, un movimento di nudisti in bici che combattono per temi sociali ,ma Facebook ha sempre eliminato i suoi dati. Dove sussistono ancora i gruppi di Facebook sul movimento, gli amministratori hanno ben pensato di eliminare la parola naked e tutte le foto degli eventi.
 
Ora si occupa di fornire informazioni e commenti su cosa sia in realtà Facebook e come agisce. Proprio per non poter esprimere il proprio io, per non poter essere se stesso, Harmsen ha deciso di lasciare il social network e di tenere informati allo stesso tempo gli altri utenti.
 
Facebook non è un modo per mettere in comunicazione le persone tra loro ma controlla le nostre discussioni e manipola quelle che vuole realmente stabilire in quanto proprietario del network. Basti guardare quando facciamo l’iscrizione utilizzando il nostro indirizzo mail, il sistema utilizza quell’indirizzo per accedere ai nostri contatti e inviare loro un invito da parte nostra e la stessa cosa avviene con le applicazioni del sito stesso.
 
Facebook ovviamente è uno tra i tanti dopo Hotmail, Myspace, Freindster. Facebook è diventato quindi un mezzo che ci controlla senza che non possiamo rendercene conto, l’unico modo proposto dall’attivista per risolvere questo problema è quello di cancellarsi e vivere dei rapporti umani, sia di amicizia ma anche professionali, avendo controllo diretto su quello che il diritto di ognuno di noi, il diritto ad esprimere se stessi, ricordando che il problema sussiste su qualsiasi altro tipo di social network.
Immagini tratte da: advocate.com; bp.blogspot.com; ziogeek.com;

Via | Advocate
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