Film gay: Ander, l’amore che sogni da una vita

Film gay: Ander, l’amore che sogni da una vita

Film realizzato da Roberto Castòn, Ander ha vinto il Festival Mix di Milano, nonostante i diversi nei che potrebbero spingere qualcuno a fermarsi alla prima mezzora di pellicola, spegnere il televisore e cambiare DVD. Sarà pure un film gay, infatti, ma manca, purtroppo, di alcuni degli stereotipi che caratterizzano qualsiasi pellicola di questo tipo: non c’è, per esempio, il classico belloccio da ammirare in tutti i suoi movimenti; potrebbe sembrare roba da poco, e in fin dei conti l’assenza di un personaggio di questo tipo è dovuta alla realtà che il film intende portare dinanzi agli occhi del pubblico, ma non lo è per niente. Sorvoliamo, comunque, perché conviene: la forza di Ander sta nel suo messaggio e, soprattutto, in alcuni outsider, la prostituta e Josè, per esempio.

Il film dà loro moltissimo spazio, ce li presenta in tutte le sfaccettature, in tutti i loro punti di forza e debolezza: la storia della donna facile che aspetta il marito ci è subito sembrata un semplice espediente per dire giusto qualcosa in più, una sorta di tappabuchi, ma non avremmo mai pensato che sarebbe servita per arricchire l’intrecccio a tal punto da far rientrare tra i personaggi della scena finale, anche lei, una ragazza che, secondo noi, è il personaggio più riuscito – assieme al contadino Josè – di tutto il lungometraggio. Ander è ben interpretato, ma, se avessero messo dato più importanza alle sue fragilità, sarebbe venuto fuori molto meglio.

La storia è quella di un primo amore che sboccia in una fattoria gestita proprio da lui, che, sulla quarantina, vive con la madre, severa e maldisposta verso il mondo esterno, e con la sorella, che li lascerà dopo poco tempo per sposarsi. L’arrivo di Josè cambia pian piano la vita di Ander, che, costretto al letto per un mesetto a causa di un infortunio, necessita di lui per mandare avanti l’attività. I due uomini si ‘annuseranno’ pian piano, inizieranno a parlare e a confidarsi, a volersi senza mai darlo a vedere, fino a quando, durante la festa di matrimonio della sorella, succederà qualcosa che darà un nuovo corso alla loro esistenza.

Scoprirsi a quarant’anni è possibile, nonostante tutte le difficoltà che questo comporta: Ander ne è la dimostrazione. Le ambientazioni scarne, le lunghe pause dei dialoghi e le incertezze dei protagonisti, la barriera che si frappone tra il ‘padrone’ e il ‘contadino’ mettono in risalto il percorso di ‘rinascita’ dei personaggi, che, prima sconfitti dagli eventi, vinceranno l’esistenza che hanno sempre sognato.

Il film è disponibile in DVD e in streaming, grazie all’iniziativa di Queer Frame, portale dedicato al cinema LGBT, che dovete visitare almeno una volta nella vostra vita. Ne vale la pena, fidatevi! E se non ci credete, date un’occhiata a questo link!

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Lun 05/12/2011 da

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