Gad Beck, morto l’ultimo ebreo gay scampato all’Olocausto

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Gad Beck ebreo gay a Berlino

Gli intrecci orribili e disumani dell’Olocausto e dell”Omocausto‘ si intrecciano terribilmente nella storia di Gad Beck, non solo ebreo ma anche omosessuale, oggetto, quindi, di persecuzioni e scherni, non appena il potere del popolo tedesco si concentrò, a partire dal 1933, nelle mani di Adolf Hitler. All’epoca, quando l’artefice dello sterminio di oltre sei milioni di ebrei riuscì a destituire il Parlamento di tutte le sue funzioni, Gad aveva soltanto dieci anni: non sapeva cosa gli sarebbe successo o forse lo sentiva già nell’aria. Fatto sta che trascorse la sua vita nella paura, in continua tensione tra voglia di libertà e impotenza, incapacità di opporsi a un sistema che sarebbe crollato soltanto con la fine della Seconda Guerra Mondiale. A differenza dei suoi amici ebrei, però, ebbe la meglio: riuscì a evitare la deportazione, in quanto mezzosangue, e restò a Berlino in clandestinità, aiutando la Resistenza e consentendo a numerosi ebrei di nascondersi e fuggire in Svizzera; indomabile, insomma, fu la sua lotta contro le autorità e il regime tutto.

Nato a Berlino, oggi Gad Beck riposa in pace. Pioniere dell’attivismo moderno gay – la sua storia è raccontata in una autobiografia – a fine mese avrebbe dovuto compiere ottantanove anni; li festeggerà senz’altro, però, fra gli Angeli del Paradiso, magari assieme a tedeschi ed ebrei, in un mondo dove la discriminazione e l’odio sono sconosciuti, e il diverso – per quanto qualcuno si ostini a ripetere vergognosamente il contrario – non è tagliato fuori.

Magari chissà, li festeggerà anche con il suo giovane compagno, Manfed Lewin, assassinato a Auschwitz e vivo solo in un quaderno di appunti che Gad ha regalato al Museo dell’Olocausto di Washington. Insieme ricorderanno quel marzo del 1943, quando, tradito da un collaborazionista, anche Beck rischiò di finire in una camera a gas: consegnato alla GESTAPO, che lo deportò a Rosenstrasse, stette lì per ben otto giorni e riuscì a salvarsi, solo grazie alla manifestazione delle donne di Berlino contro la reclusione dei loro familiari mezzosangue.

Diffondete questa storia e portatela ovunque. La testimonianza è l’unica possibilità che abbiamo per evitare che tutto questo riaccada e per impedire alle nuove generazioni di inneggiare al ritorno di due mostri, quali furono Hitler e il suo folle seguace, Benito Mussolini.

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Mer 27/06/2012 da MIK in

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