Gay Pride 2012, Roma: la manifestazione inizia tra le polemiche

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Vogliamo tutto, slogan del Roma Pride 2012

Il tanto atteso giorno, quello del Gay Pride, è arrivato: oggi, 23 giugno, gay etero e transessuali sfileranno per le vie della capitale, non solo per rivendicare i propri diritti – matrimoni e regolamentazione della convivenza tra coppie dello stesso sesso, per esempio -, ma anche per dire basta alla violenza a sfondo omofobo che ha dilaniato la città nelle ultime settimane (basti pensare all’aggressione ai danni di un giovane gay e, soprattutto, del noto attivista Guido Allegrezza). ‘Vogliamo tutto‘ è lo slogan del Roma Pride 2012; una sintesi forte e chiara ‘della parità, dignità e libertà di vivere e amare senza ingerenze religiose, moralistiche e ideologiche. Nel Pride sta la forza di una comunità che si trova unita nell’orgoglio per quello che si è, nella rivendicazione di una piena uguaglianza, nella gioiosa visibilità individuale e collettiva, nell’allegria di un giorno di festa e condivisione‘. Non una ‘carnevalata’ – come gran parte dei cattolici e degli spettatori ignoranti pensano -, ma un momento importante per dire ‘basta’ e per gridare alla società insensibile, alla politica indifferente e un mondo sempre più inspiegabilmente violento la propria presenza.

Il corteo, presieduto dalla madrina Lucia Ocone, partirà oggi dalle 16 da piazza della Repubblica per giungere a Bocca della Verità, attraverso via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via di San Gregorio e via dei Cerchi, tutte chiuse, per l’occasione al traffico. Il piano per il trasporto pubblico interesserà 37 linee di bus (C3, H, 3, 16, 38, 40, 60, 64, 70, 71, 75, 80, 81, 82, 85, 86, 87, 90, 92, 105, 117, 118, 160, 170, 175, 186, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 673, 714, 810, 910) e i tram delle linee 5 e 14, deviate nei luoghi della manifestazione, a partire dal suo inizio.

Non ci saranno scontri, né contro-movimenti – così come auspicato dal direttore di Pontifex, Bruno Volpe, che ha anche parlato di ‘terremoti e minacce’ ai danni della comunità gay -; fatto sta che alcuni militanti della Militia Christi, il movimento più estremo dei politici cattolici, hanno risposto alla parata con l’affissione di manifesti che faranno senz’altro piacere a tutti coloro che non hanno mai condiviso né rispettato le richieste del mondo LGBT.

Su tali cartelloni sono state riportate le parole di Giovanni Paolo II, il commento del papa al Gay Pride del 2000: ‘A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato [...] e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità [...] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male‘.

Non è facile capire perché il movimento cattolico si ostini a dire ‘no’ a diritti la cui legittimazione rappresenterebbe soltanto la realizzazione dell’uguaglianza e il rispetto di tutte le minoranze (che poi minoranze non sono più, con buona pace dei dissidenti); è da anni che la Chiesa continua a intervenire in questioni sociali e politiche, delle quali lo Stato, invece, continua a non interessarsi (se non spendendo parole vergognose e pregne di omofobia, disprezzo e ignoranza), citando, in quest’ultimo caso, discorsi di persone che non ci sono più e che non potrebbero né rettificare né rafforzare la propria posizione (una vera e propria vigliaccata, insomma).

Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali – queste, le dichiarazioni del movimento estremista cattolico – sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società, sono un modello nefasto per i giovani oltre a essere deleterie verso chi sente dentro di se tendenze omosessuali. Inoltre non servono a combattere i cosiddetti pregiudizi ma solo ad aumentare diffidenza, squallore, volgarità e irriverenza. Tali manifestazioni sono l’espressione ideologica di movimenti che altro fine non hanno se non quello di promuovere falsi diritti e legittimare comportamenti disordinati e dei quali bisognerebbe vergognarsi per intraprendere, al contrario, un percorso di ricostruzione dell’affettività che – conclude – conduca alla riscoperta del vero significato della differenza complementare della sessualità umana, maschio-femmina‘.

A tali parole, che hanno trovato già risposta in alcuni esponenti politici e in diverse ricerche condotte sull’omosessualità – studi sui quali questi movimenti dovrebbero informarsi – non possiamo che rispondere con: ‘Buon Gay Pride a tutti!

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Sab 23/06/2012 da MIK

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Alessandro Spadaccino
Alessandro Spadaccino 23 giugno 2012 14:11

Dubito che Papa Giovanni abbia detto quelle frasi nel 2009 visto che era stramorto e impossibilitato a far ulteriori danni.

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