Gay Pride 2012, Roma: ‘Terremoti e disastri per i gay peccatori’

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Il logo del Roma Pride 2012

Se non esistesse l’omofobia, non esisterebbe il Gay Pride. Bisogna esordire così, quando si parla delle posizioni che il contestato Pontifex ha assunto, assume, e purtroppo continuerà a farlo, nei confronti della manifestazione per i diritti gay lesbo e trans. Neanche quest’anno, in occasione del Roma Pride, il direttore Bruno Volpe, che si è già fatto conoscere in altre occasioni per deliri di qualsiasi tipo (rivolti, pensate, persino ai terremotati dell’Emilia Romagna), si è fatto da parte. In un lungo editoriale, infatti, non solo ha condannato con fermezza il Pride romano di Sabato 23 giugno, ma ha anche invitato i cattolici a opporsi e a organizzarsi per il 2013: l’intenzione di Volpe sarebbe quella di proporre una contro-manifestazione contestuale a quella a tinte arcobaleno; e se questa non dovesse essere approvata dai ‘piani alti’, almeno a sua detta, corrisponderebbe senz’altro a pura ‘persecuzione’. Non sappiamo se sia la fede o la follia a infondergli il coraggio di scrivere assurdità di questo tipo; fatto sta che Bruno Volpe ha dato davvero il meglio di sé.

Pensiamo – ha così esordito – che lo svolgimento della carovana dei gay sia una grave offesa e profanazione alle ragioni dei cattolici, essendo Roma la culla del cattolicesimo e sede del Successore di Pietro. Siccome nella stragrande maggioranza di queste sfilate si arriva agli insulti, al vilipendio del Pontefice e della Chiesa, bene sarebbe prevenire e dire di no. Ma, lo ribadiamo, i sindaci e gli organi di Polizia non vogliono mai assumere posizioni che la stampa di regime bollerebbe male. Facciamo appello sull’orgoglio dei cattolici. Perché non sfilare (ora è tardi, ma ci si organizzi per il 2013) contemporaneamente a costoro e cercare di convertirli a costumi e modi consoni alla fede, visto che costoro non accettano l’amore cristiano? Se le autorità concedono al gay il permesso, non si vede per quale ragione debbano negarlo ai cattolici. In caso negativo, sarebbe davvero persecuzione‘.

Ma non è finita qui. Il delirio di Bruno Volpe, infatti, si è spinto oltre:

Diciamo ai cattolici: preghiamo per la conversione di questi fratelli nel vizio e nell’errore, abbiamo misericordia senza operare violenze, malvagità e discriminazioni. Ma siamo fermi nel dire di no, con ogni mezzo della legge e della ragione, a queste manifestazioni che deturpano i sani costumi di chi ha educato ed educa alla civiltà ed al rispetto dei minori. Non ci si lamenti se poi Dio punisce con terremoti, alluvioni, incendi, epidemie e catastrofi naturali; la Scrittura e la Chiesa cattolica parlano chiaro‘.

La Scrittura parla chiaro; la chiesa, non proprio, e, a fronte di quanto detto e scritto finora, siamo sicuri che Volpe abbia un concetto piuttosto ‘strano’ della parola ‘chiarezza’. Molto strano. Buon Gay Pride 2012 a tutti!

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Ven 22/06/2012 da MIK

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