Giornata internazionale contro l’omofobia, l’appello di Arcigay: “Denunciate”

Ormai lo saprete bene, oggi, 17 maggio 2012, ricorre la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, una giornata molto importante, una giornata istituita dall’Unione Europea, che simbolicamente vuole dire “no” a ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale. Purtroppo lo sappiamo bene, le persone appartenenti alla comunità lgbt sono spesso vittime di discriminazioni più o meno gravi.
In realtà, ogni genere di discriminazione è grave, gravissima, sintomo di una malattia che corrode la società, una società che – spesso in balia di un’ignoranza e di un bigottismo fin troppo diffusi – tendono a considerare le persone omosessuali come delle persone sbagliate, dei peccatori, delle persone il cui orientamento è considerato “contro natura”.
Nulla di più falso, nulla di più sbagliato. Eppure, nel 2012 sono ancora moltissime le persone vittime di omofobia. Omofobia a scuola, al lavoro, e addirittura anche in famiglia, dove talvolta fare coming out diventa una vera e propria ”prova di coraggio”.
Ed in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, sono davvero molte le iniziative organizzate in tutta Italia, dove si dibatte un tema di massima importante. E proprio in questa occasione, è partita la campagna organizzata da Arcigay dal titolo: “Io denuncio“.
Eh si, perché fin troppo spesso, quando si è vittime dell’ignoranza e del bigottismo altrui, si tende a non denunciare, a nascondere l’omofobia sotto il tappeto. Ed è rivolto proprio alle persone che appartengono alla comunità lgbt l’appello lanciato da Arcigay, che invita le vittime della violenza omofoba e della discriminazione, a denunciare sempre.
“Io denuncio vuole promuovere il ricorso alla denuncia quale strumento di contrasto all’omofobia. Denunciare è non essere né complici né vittime. Denunciare è un grande atto di responsabilità, sia che si subisca una violenza per il proprio orientamento sessuale, sia che si sia spettatori di un abuso”, ha fatto sapere Maura Chiulli, la responsabile nazionale cultura dell’associazione, che attraverso questa campagna di informazione e sensibilizzazione nazionale spera di far comprendere la gravità di una situazione che purtroppo non accenna a migliorare.
A dire la sua in merito alla piaga dell’omofobia ci ha pensato anche Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, che in una nota ha fatto sapere che, solo nel 2011, sono stati più di 50 i casi di violenze più o meno brutali causati dall’orientamento sessuale delle vittime: “Il dato – fa sapere l’attivista per i diritti gay – sottostima il fenomeno: omosessuali, lesbiche e trans non denunciano per paura. Proprio per questo la nostra campagna nazionale di quest’anno invita a denunciare discriminazione e violenze”.
“Certo, – spiega infine Patanè – è necessaria una buona legge contro l’omofobia come l’estensione della Legge Mancino ai reati commessi per odio e disgusto verso omosessuali e i transessuali. Questo Parlamento ha bocciato ben due volte una tiepida aggravante generica agli atti di omofobia. Le bocciature – conclude quindi – rappresentano un atto scellerato che rende la maggioranza dei nostri amministratori complici della violenza quotidiana che colpisce gay, lesbiche e trans”.
Giornata contro l’omofobia: Ikea estende il welfare aziendale alle coppie gay

In occasione della ”Giornata contro l’omofobia”, Ikea fa una graditissima sorpresa alla comunità lgbt. A quanto sembra, le coppie omosessuali che lavorano per il colosso Ikea (anche in Italia), potranno usufruire degli stessi diritti che spettano normalmente alle coppie eterosessuali. In tal modo, i permessi, gli incentivi, e la tutela sanitaria che vengono attualmente permessi a tutte le famiglie, saranno riconosciuti anche alle coppie di fatto, comprese quelle composte da partner dello stesso sesso.
A riportare la bella notizia è stato, nelle scorse ore, il ”Corriere della Sera”, secondo cui, per ottenere i propri diritti, le coppie di fatto, comprese quelle gay, non dovranno far altro che presentare il “certificato di famiglia anagrafica (previsto dal Dpr 223 del 1989), rilasciato obbligatoriamente dagli uffici comunali, in seguito a richiesta di annotazione negli appositi registri (articolo 21) da parte dei diretti interessati”.
Insomma, in questo modo, con molta semplicità, le coppie omosessuali saranno equiparate a quelle eterosessuali. Ma quali saranno, a livello pratico, i benefici che ne trarranno le coppie di fatto che lavorano presso il colosso Ikea?
Presto detto: “Permessi legati a emergenze familiari e lutti del partner, – si legge sul Corriere della Sera – estensione al partner della tutela sanitaria prevista per i dirigenti, congedo matrimoniale, permesso per la nascita di un figlio del partner, buono acquisto di 120 euro riservato a chi si sposa o inizia una convivenza e, infine, estensione al partner dello sconto dipendenti e dell’uso dell’auto aziendale”.
Ma non finisce qui! Naturalmente le ragioni di una simile scelta non si basano solo ed esclusivamente sui vantaggi immediati e materiali, ma anche e soprattutto su una questione ben più importante, quella che riguarda i diritti civili.
Non a caso, il colosso svedese Ikea collabora attivamente con l’associazione ”Parks-Liberi e Uguali”, un’associazione fondata da Ivan Scalfarotto, che collabora con alcune delle più famose aziende (fra le quali anche Telecom Italia, Johnson&Johnson, Roche, Linklaters, Sixty Group, Gruppo Consoft e Ibm) affinché i dipendenti Lgbt vengano integrati, ed affinché venga riconosciuto il grande valore della diversità.
Stando a quanto riportato, pare che attraverso un’indagine che Ikea ha condotto tra i dipendenti dei punti vendita di Bologna, Roma e Catania, il 14% aveva dichiarato di appartenere alla comunità lgbt, mentre solo il 12% aveva dichiarato di sentirsi in imbarazzo quando lavorava insieme a un collega dichiaratamente omosessuale. L’82% degli intervistati invece, dichiarava che la diversità deve diventare una priorità strategica per l’azienda.
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Gio 17/05/2012 da Vasta Maria













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