Giuni Russo, un disco per ricordarla nel giorno della sua morte

Giuni Russo, un disco per ricordarla nel giorno della sua morte
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Giuni

Era strana Giuni, puro talento, nessuna voglia di compromesso. Una vera artista Giuseppa Romeo, in arte Giuni Russo, che il mondo discografico celebra post-mortem ripubblicando il poco conosciuto cd del 1994 “Se fossi più simpatica sarei meno antipatica“.

Se non ci fosse la sua impareggiabile compagna di lavoro e di vita, Maria Antonietta Sisini, con ogni probabilità la Russo sarebbe finita nell’oblio, osteggiata, come in vita, da un mondo discografico che le chiedeva solo hit da juke box, mentre la sua anima artistica volgeva verso più impegnati modelli interpretativi e compositivi.

La carriera di Giuni Russo, siciliana figlia di un appassionato di lirica, inizia negli anni ’60, con alcuni singoli di una ragazza acerba ancora incapace di comprendere l’immenso dono che porta con sè. Solo grazie all’incontro con la Sisini e la scoperta delle atmosfere jazz approfondisce il suo talento e dà alle stampe il 33 giri “Love is a woman“, dal quale emerge un’omosessualità riservata e mai gridata. L’album fu un fiasco, ma permise alla Russo e alla Sisini di entrare a pieno titolo nel mondo della musica e cominciare a lavorare con diversi artisti.

E’ nel 1981 con l’originale “Energie“, che Giuni svela appieno le sue capacità: una voce non solo potente ed estremamente estesa, ma anche strumento di una grande interprete e compositrice. Franco Battiato collabora al disco e gli conferisce un’impronta che lo rende immortale.

Nel 1982 dà alle stampe “Un’estate al mare” e inizia il suo calvario discografico: visto il grande successo del pezzo, apparentemente leggero (chi non si ricorda gli ombrelloni-oni-oni?) tutti da lei si aspettano solo canzonette, mentre Giuni vuole essere considerata una cantautrice impegnata. Battaglie legali, inimicizie, scontri la portano ai margini della musica che conta, limitandole spazi e impedendole in certi casi anche di cantare, mentre i suoi dischi si vendono meno e gli anni ’80 scorrono via insieme alla sua popolarità.

Il cd che uscirà il 14 settembre, data della morte di Giuni Russo nel 2003, è il documento che segna la svolta decisiva di una carriera tormentata quanto ricca di capolavori sconosciuti. L’album mosta i segni della “scoperta” spirituale dell’artista, con brani quali “La sua figura” e “La sposa“. Splendido poi il duetto con Franco Battiato, amico di sempre, che non rinuncia a raccontare la Sicilia, regione natia di entrambi, in “strade parallele”.

“Se fossi più simpatica sarei meno antipatica” è un ironico commento di Giuni Russo rivolto a tutti quelli che la contestavano e le impedivano di essere l’artista che lei sentiva di essere, un album di pregio la cui ristampa è un atto dovuto ad una donna “avanti” anni luce rispetto agli ’80 e a chi deteneva il potere musicale in Italia.

Nel 2003 Giuni approdò al Festival di Sanremo, già provata da un male con il quale combatteva da tempo. “Morirò d’amore“, il brano che presentò è una bellissima preghiera, un testamento spirituale compreso pienamente solo dopo la sua morte, avvenuta il 14 settembre del 2003.

In quel giorno di mestizia avremo modo di ricordarla e di ascoltare ancora la voce magnifica che è stata per lei motivo di vanto e di incomprensione.

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Sab 08/09/2007 da

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neroinchiostro
Fabrizio 9 settembre 2007 15:32

Mi è sempre piaciuta Giuni.
Ho qualche cd e l’ultimo “Unusual” mi piace parecchio.
Attendo questa ristampa che ho avuto modo di ascoltare ma che non posseggo purtroppo.
Grande Giuni, resterai nei nostri cuori, per sempre!

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Redazione GayWave
Peppe 10 settembre 2007 15:41

Giuni era una grande… Peccato che non abbia mai ottenuto i riconoscimenti che meritava…

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