Il Gruppo Everyone sui trans nei Cie
Fa scalpore la notizia della transessuale brasiliana impiccatasi nel Cie di Milano. La transessuale era conosciuta con il nome di leona, all’anagrafe Santos Da Costa. A quanto si è scoperto, la transessuale aveva denunciato il suo sfruttatore, e viveva tra la paura di tornare in Brasile, dove l’aspettavano le botte “da quello che la sta aspettando”, e le minacce del fratello del suo ex sfruttatore. Questa triste vicenda, si è conclusa con la morte di Leona. “Dicono pure di aver visto le guardie scherzare davanti al suo cadavere, senza alcun rispetto”, ha dichiarato una transessuale che ha vissuto l’incubo nel Cei con la transessuale suicida.
Il gruppo EveryOne ha denunciato la situazione in cui vivono le persone che vi sono al Cie: “Quando non hanno il permesso di soggiorno vengono caricate su cellulari e condotte nei Centri di identificazione ed espulsione, dove rimangono fino a sei mesi, in condizioni disumane e a rischio di abuso, mentre i centri negano l’ingresso alle associazioni umanitarie che vorrebbero offrire loro solidarieta’ e assistenza. In particolare a Roma, dove e’ esploso qualche tempo fa il caso Marrazzo, sembra quasi che si cerchi di far piazza pulita, per quanto riguarda le trans“.
I membri del gruppo EveryOne fanno anche notare che “nessun programma di assistenza e nessun numero verde e’ stato istituito per consentire alle persone trans che conoscono gli intrecci fra politica e criminalita’ di essere tutelate; al contrario, in Italia vengono intimidite e ammazzate senza che nessuno alzi un dito”.
“E’ importante che si isituiscano forme di tutela per le persone trans che possono aiutare le autorita’ a identificare i mandanti e gli esecutori, con programmi di protezione, e che si sospendano le retate, che ottengono il solo scopo di allontanare tanti potenziali testimoni“, conclude il comunicato.
immagini tratte da:
americaoggi.info
piemonte.indymedia.org
elladeriva.tumblr.com
rinascitacampania
femminileplurale

















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