Matrimoni gay: le posizioni del Partito Democratico secondo Daniele Viotti

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matrimonio gay foto

Daniele Viotti, il leggendario castigatore dei leader del PD, parla di diritti e matrimoni gay in un’intervista rilasciata a Politica24, dove l’esponente dell’associazione gay di Torino Quore espone anche i dettagli della campagna di comunicazione sul matrimonio gay “Vorrei ma non posso”, lanciata da lui ed alcuni amici. In Italia sono fin troppi i politici che … “vorrebbero ma non possono”, e Viotti spiega a chiare lettere la ragione di un simile “fenomeno”. “Non possono per paura di perdere qualche voto o per paura che l’elettorato non sia ancora pronto. Eppure secondo me la base del Pd è più avanti dei politici che vorrebbero rappresentarla. – spiega – Ti faccio un esempio: recentemente il mio movimento ha proposto un sondaggio sui matrimoni gay. Ebbene, il 70% di chi ha risposto si è dichiarato favorevole”.

Un gran bel risultato quello ottenuto attraverso il sondaggio, ma purtroppo questo non basta per ristabilire il principio di uguaglianza che dovrebbe essere alla base di qualunque società democratica. Ed è proprio l’uguaglianza ciò che i cittadini lgbt chiedono al Pd e alla politica italiana in generale.

“Vogliamo ricevere lo stesso trattamento delle coppie eterosessuali. Siamo cittadini italiani e tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Non capisco quindi il perché di questa discriminazione sul matrimonio”.

E se alla base di una simile discriminazione, vi sia il timore che le coppie gay, dopo aver ottenuto il diritto di sposarsi, possano battersi per ottenere quello di adottare figli? In realtà questo non sarebbe altro che un falso problema, e Viotti spiega chiaramente il perché. “Questo delle adozioni è un falso problema. Secondo le stime in Italia circa 100.000 bambini fanno parte di famiglie omogenitoriali. Si tratta di prendere atto di una realtà che già esiste. – dichiara giustamente – La politica può anche decidere di non darci i diritti che ci spettano. Ma non può impedire a una persona omosessuale di fare un figlio. Figlio che va tutelato. E che senso ha che un gay possa procreare, ma non adottare?”

Infine, dopo aver constatato che il Vaticano in Italia rappresenta senza dubbio un grosso freno per la scalata della comunità gay verso il raggiungimento dei propri sacrosanti diritti, Viotti dice la sua anche in merito alla ormai famosa “lista outing” che lo scorso anno divise l’opinione pubblica. Che senso ha avuto fare un outing politico del genere?

“Questi tipi di outing forzati non mi piacciono affatto. – dichiara Viotti – Chi cerca prove sull’omosessualità di qualcuno per costringerlo a fare outing farebbe meglio, piuttosto, ad adoperarsi affinché la gente trovi le condizioni per fare un sereno coming out. Quell’operazione è stata decisamente sgradevole”.

Cliccate qui per leggere il resto dell’intervista rilasciata da Daniele Viotti a Politica24!

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Mar 18/09/2012 da

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