Obama, conferenza lgbt presso la Casa Bianca
Ieri 29 giugno, il presidente degli Stati Uniti,Barack Obama accompagnato dalla sua First Lady Michelle Obama, ha tenuto una conferenza nella sala Est della Casa Bianca con una delegazione di 250 persone lgbt americane.
Per rendere omaggio al movimento LGBT e rinnovare le sue promesse per i progetti che porteranno alla parità dei diritti della comunità lgbt.
Il presidente ha riconosciuto di non aver fatto abbastanza e accoglie tutte le accuse ricevute da parte degli attivisti lgbt per non aver mantenuto con i fatti le promesse dichiarate, come l’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell o la difesa sul Marriage Act.
Dopotutto sono passati solo sei mesi da quando l’amministrazione Obama si è formata, col tempo promette di passare dalle parole hai fatti.
Affrontando le varie tematiche dal punto di vista politico legislativo, il presidente ha invitato il Congresso ad insistere per fare abrogare la legge Defense of Marriage Act ed anche dichiarato di essere a favore dell’abrogazione del Federal DOMA, la norma federale approvata nel 1996 che impedisce al governo federale di riconoscere, e conferire diritti, alle unioni e ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso, celebrati nei singoli stati americani.
Obama cerca di spiegare che per mettere in atto una legge ci vuole del tempo e che non è sufficiente approvarla per poterla applicare, ma è necessario del tempo per nuocere il meno possibile alle leggi già esistenti permettendo cosi le giuste modifiche.
Ricordiamo che il presidente in questi pochi sei mesi ha anche sostenuto la comunità lgbt con il riconoscimento e concessione dei benefici e diritti sul posto di lavoro, con l’atto legislativo Domestic Partner Benefits and Obligation Act ed anche le leggi contro la discriminazione sessuale.
Il presidente ha detto di essere ancora a lavoro sulla legge Don’t Tell Don’t Ask e che per tale crede che la prevenzione dei patriottici americani al servizio del loro paese indebolisca la sicurezza nazionale; il lavoro sul decreto continua, ma è necessario un intervento del Congresso. Il presidente ha ammesso che ogni giorno che passa non trovando soluzione al divieto molte persone perdono il loro impiego.
Alla fine del suo discorso il presidente ha fatto una celebrazione sulla nascita del movimento LGBT dalla battaglia di Stonewall Inn del 1969.
“La verità è che se queste persone quaranta anni fa non avessero reagito, oggi forse non saremo qui a discutere di questi problemi. Siamo tutti testimoni in prima persona di una comunità che cambia e si afferma nella storia, ogni giorno che passa sempre di più. Ognuno deve fare la propria parte per continuare a fare progressi, passo dopo passo, cambierà la legge e il modo di pensare comune”.
Il movimento LGBT invitato per una conferenza con il presidente degli Stati Uniti presso la Casa Bianca è un passo importante e un gesto che non passa di certo inosservato. Un presidente, che non solo cerca di rendersi utile per le minoranze del proprio Paese, ma rappresenta in tutto e per tutto il proprio Paese senza escludere o nascondere nulla, soprattutto nessuno, cosa che sembrerebbe quasi un film di fantascienza nello stato italiano.
Le relative immagini sono tratte da:
www.youthfirsttexas.org;
www.gayrightswatch.com;
www.advocate.com;
www.googleimages.com;












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