Paola Concia e il libro confessione “La vera storia dei miei capelli bianchi”

E’ possibile soffocare l’eterosessualità? E’ questa la domanda che Paola Concia, una delle donne più famose del mondo della politica italiana, rivolge alle persone eterosessuali, a quelle che leggeranno il suo libro “La vera storia dei miei capelli bianchi”, un racconto scritto a quattro mani con la collaborazione della giornalista del Corriere della Sera Maria Teresa Meli. Non si tratta di una biografia sulla vita di Anna Paola Concia, la sola deputata dichiaratamente omosessuale del Parlamento, la donna che da anni ormai si è presa l’incarico di portare una ventata di diritti lgbt nel nostro Paese, un Paese spesso “chiuso come una saracinesca”.
Del resto, a chiudersi come una saracinesca è stato talvolta addirittura il suo stesso Partito, il Pd, che in diverse occasioni si è spaccato in materia di diritti gay.
“Ma io non demordo – scrive e dichiara la famosa parlamentare - C’è una parte del mio partito che si chiude come una saracinesca. Devo riuscire a far capire al Pd che noi omosessuali siamo banalmente normali”.
“Vi sembro anormale e malata?”, chiede talvolta la Concia ai suoi colleghi. E se la risposta, com’è giusto che sia, è “no”, per quale ragione lei, così come tutte le altre persone omosessuali del nostro Paese, dovrebbe essere trattata in maniera diversa rispetto agli italiani eterosessuali, perchè non dovrebbe godere degli stessi diritti?
Nel suo libro, la deputata parla dei primi anni della sua vita sessuale, anni caratterizzati da una grande confusione e da una grande voglia di trovare una parvenza di stabilità, una stabilità apparentemente trovata fra le braccia del marito Massimo. In seguito Paola comprese di essere in realtà omosessuale, e da quel momento cominciò la sua seconda vera vita, cominciò a lottare a testa alta per il riconoscimento di diritti che, ancora oggi, in Italia non vengono riconosciuti alle coppie gay.
E il pensiero della Concia va anche a tutti quei ragazzi che sono scoraggiati di fronte a una situazione, quella italiana, effettivamente desolante.
“Il 30% dei ragazzi che si suicida è composto da omosessuali […] non sono circondati da nessuno che dica loro che hanno il diritto di vivere la loro sessualità“, dichiara giustamente la Concia, che con il suo libro spera di poter tendere una mano non solo ai giovani gay e lesbiche in cerca di consigli ed esperienze, ma anche a tutti quegli eterosessuali che ancora oggi non comprendono l’importanza di una uguaglianza di diritti in Italia: “Ci auguriamo che lo leggano, perché possano capire. – spiega la deputata - A loro chiediamo di interrogarsi: sarebbe possibile soffocare l’eterosessualità?”.
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Gio 24/05/2012 da Vasta Maria




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