Politici gay in Italia, Mauro Adinolfi: ‘Ho ricevuto avance da un Premier’

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Mario Adinolfi del Partito Democratico

Se c’è chi è ancora disposto a scommettere che i politici gay in Italia non esistono, non sono poche le voci di corridoio che continuano a surclassare il web sin dalla pubblicazione dei nomi di ben dieci parlamentari gay sull’ormai dimenticato Listaouting.wordpress.com (facciamo riferimento a Ferdinando Adornato, Mario Baccini, Paolo Bonaiuti, Roberto Calderoli, Massimo Corsaro, Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, Gianni Letta, Marco Milanese, Luca Volontè). Pur non avendo ancora una normativa che regoli le coppie di fatto in modo dignitoso, gli esponenti omosessuali nel mondo della politica (italiana e non solo) non sono pochi. Recentemente, per esempio, Mauro Adinolfi, intervistato durante Klauscondicio, noto programma di Klaus Davi, ha ricordato quanto gli accadde un po’ di anni fa, quando a corteggiarlo fu un Presidente del Consiglio, di cui lui non ha fatto il nome, ma che, con molta probabilità, dovrebbe corrispondere a Emilio Colombo, storico membro della Democrazia Cristiana, che, pur avendo fatto coming-out nel 2003, dopo lo scandalo della droga in Parlamento, si è sempre detto contrario alle unioni civili (sulle motivazioni, usate pure la fantasia, perché una tale presa di posizione è assolutamente inspiegabile).

È un fatto accaduto anni fa – ha così esordito Adinolfi -, quando ero a Radio Vaticana e lavoravo in una missione estera, a Venezia, per una conferenza. Poi in Antartide e in Grecia per l’internazionale democristiana. Ero su un Falcon e lì subii delle avance classiche, evidenti, alle quali ovviamente ho resistito, essendo io eterosessuale. Lo fece con garbo non fu per nulla volgare. Non mi scandalizzai affatto, i gusti della persona in questione erano noti. Il nostro Paese ha un rapporto con l’omosessualità molto difficoltoso e ipocrita. La pruderie non è soltanto in Parlamento, dove dubito che Anna Paola Concia sia l’unico omosessuale [che sta lottando, tra le altre cose, per far sì che la sua Riccarda possa beneficiare degli stessi diritti di cui godono tutti i coniugi/compagni dei parlamentari ndr]. La pruderie c’è in tantissimi campi, l’Italia ha ancora un retaggio omofobo‘.

L’analisi fatta da Adinolfi, purtroppo, non fa una piega: la politica è frutto quasi sempre della società che rappresenta, e, se in Italia non sono pochi coloro che sostengono la causa LGBT, non si può dire diversamente di quelli che, invece, le si sono sempre opposti. Il punto, però, è un altro: uno stato degno del nome che porta dovrebbe garantire il rispetto dei diritti di tutti, e non solo di quelli di una maggioranza che continua a perdere, coming-out dopo coming-out, sempre più consistenza. Il momento sembra essere propizio – visti i grandi cambiamenti economici e sociali -: l’Italia riuscirà a cogliere la palla al balzo?

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Ven 13/07/2012 da MIK

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Francesco 13 luglio 2012 17:32

maaaa….l’avete visto? avance? ahahahaahaahaah

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Aldo 13 luglio 2012 20:16

Colombo doveva proprio essere in seria crisi d’astinenza o sotto l’effetto di allucinogeni.

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Alessio 14 luglio 2012 14:26

forse nella sua fantasia un gay la sedotto……….in quanto è solo un cesso omofobo!

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