Proposition 8: continua la battaglia per farla decadere

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Foto: California campagna contro Prop. 8

La Corte Suprema della California si riunirà il 5 Marzo per decidere sul futuro della Proposition 8, legge che ha vietato i matrimoni tra coppie dello stesso sesso.
La proposta è stata avanzata dal Centro Nazionale per i diritti delle Lesbiche, Lambda Legal, e il movimento per il diritto alle unioni civili americano(ACLU), con la richiesta di far decadere la Proposition 8, perché la maggioranza minima raggiunta al Referendum (si noti che la legge è passata con il 52% dei voti) non può modificare la Costituzione Californiana riguardante una minoranza della popolazione.

Inoltre il vietare un tale diritto ad un gruppo dello stato violerebbe il principio di base della Costituzione, perché non rispetta il diritto alla libertà. In questo gruppo vi erano molte coppie dello stesso sesso che si sono sposate tra il 16 giugno e il 4 novembre 2008, e sei coppie dello stesso sesso, che desidera sposarsi in California.

A sostenere la comunità LGBT vi è anche Jerry Brown, procuratore generale della California. Già in passato si era schierato per il No alla Proposition 8, anche lui ha chiesto alla Corte l’invalidazione della Proposition 8, sostenendo che alcuni diritti sono fondamentali, compreso il diritto di sposarsi, e per tanto sono inalienabili e non possono essere condizionati da un voto.

Nel maggio del 2008 la Corte Suprema della California stabiliva che applicare le leggi alle persone in base al proprio orientamento sessuale, avrebbe violato un punto presente nella Costituzione della California che reclama il diritto alla libertà. Era stato stabilito che l’unione tra persone dello stesso sesso era ammissibile e legale.Innumerevoli sono le associazioni, che si stanno imbattendo per supportare la comunità LGBT. Ed anche i vari social networks Da Google e l’Apple, che hanno investito parecchi finanziamenti nel supportare la campagna per il No e che tutt’ora continuano la loro battaglia per supportare l’abolizione della legge. E innumerevoli personaggi pubblici come Brad Pitt, Angelina Jolie, Madonna, Spielberg e tanti altri.

Concludendo, in determinate situazioni un Referendum non può decidere sui diritti dei cittadini, soprattutto se riguardano solo una parte dei cittadini stessi. È stato leso il principio di eguaglianza negando un diritto fondamentale ad un minimo gruppo di cittadini.
Supponiamo, per ipotesi, che un referendum neghi il diritto d’istruzione alle donne e non agli uomini, immagino che tutti i cittadini in tal caso lo vedrebbero come “limitativo” delle libertà individuali. E perché allora in determinate situazioni tutto sembra così complicato e difficile?

Fonte | Advocate

Gio 12/02/2009 da Luigi Putrino in

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