Quell’amico etero che mi piace tanto…

Pubblicato da pepito in Diario Gay.
Venerdì, 18 Luglio 2008.

Giardini Margherita

Dopo quasi un mese di assenza, cerchiamo di recuperare un po’ la rubrichetta Diario Gay. Oggi comincio parlandovi di una bella cosa che mi è capitata ieri sera…


Bologna, Giardini Margherita.
L’1.10 del mattino, e lui mi chiama per vederci. Prima gli dico di no, perché stavo per andare a dormire… Ma poi ci ripenso e lo chiamo: “Una ventina di minuti e sono là”. Ero così ansioso di rivederlo che ce ne ho messi meno di 15.
 
Proprio mentre sono ai cancelli, mi chiama per chiedermi dove sono: dopo un po’ che lo cerco, tra la folla della discoteca estiva, gli chiedo di alzare la mano e lo vedo, tra la gente… Era di spalle, gli accarezzo la testa, mi sorride. La gente era tanta, e dopo i bacini di rito le nostre mani continuano a stringersi per due secondi: non volevo perderlo.
 
La decisione è di non unirci agli altri per ballare, ma starcene per i fatti nostri a chiacchierare. Una panchina, il venticello notturno, le sue sigarette di tabacco arrotolato in cartine chiese in prestito, e tante tante parole. Senza neanche accorgercene, restiamo a parlare per un paio d’ore, soprattutto lui: il rapporto con la sua famiglia, la Sicilia, Imola, i suoi amici, le sue storie d’amore (e le sue avventure), la scelta di trasferirsi a Bologna un mese fa.
 
Poi, all’improvviso, come nelle più classiche commedie romantiche, si accendono gli irrigatori automatici dei prati: ci spostiamo, cambiamo panchina, ma i discorsi sono sempre gli stessi, anche se si stanno affievolendo… La folla che prima ci divideva ora ci passa accanto, uscendo dalla discoteca, e nessun momento sembra davvero opportuno per dirgli quello che provo.
 
Decidiamo di andare via anche noi, e percorrendo Via Santo Stefano raggiungiamo una pizzeria sotto le Torri aperta tutta la notte: un bel trancio con i funghi, e poi dritti per Via Zamboni.
Ci salutiamo in Piazza Verdi, con un abbraccio forte, sincero, bello. Segno dell’inizio di una bella amicizia. Tornando a casa, penso a quanto sarebe stato squallido approfittarsi di quella situazione per sfiorargli le labbra, rubargli un bacio… Lì, ai Giardini… in mezzo a tutti ma anche in mezzo a niente… Con la consapevolezza che un gesto sbagliato poteva significare la fine di un neonato rapporto di sincera complicità, pura amicizia.
 
Lui etero, io gay. Ha quattro anni meno di me (e di solito mi piacciono più grandi), ma ne ha passate tante nella vita, e le vicissitudini l’hanno sorprendentemente maturato.
Posso continuare a prenderlo in giro, e a fantasticare… Ma per il momento nessuno me lo toglie dalla testa.
Sono le 4.15, e mi addormento col sorriso.

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Commenti (6)

Continua a battere il ferro finchè è caldo, Pepi!!!
:-)))

Ma io credo che da una parte tu abbia fatto bene a non approfittare: le cose devono nascere da entrambe le parti!
Dall’altra, però, non fermarti: cerca di capire. Secondo me, nasce qualcosa! :-) Su su con le scommesse!

Che bello! Un lettore che mi sostiene!
Purtroppo mi sa che non nasce un bel niente… Sono stato da lui ieri sera… e mentre gli massaggiavo le spalle mi parlava di una ragazza che gli piace molto! AIUTOOO!!!
Vi terrò comunque informati sugli sviluppi… ;)

Eh eh pepito! Io lavoravo per questo sito! E spero di continuare a farlo! Se ti informi e clikki sul nome, vedi i post :-)
Cmq buona fortuna, se vuoi qualche consiglio o parlarne meglio dimmelo e ci contattiamo ;-)

Eh… me ne sono accorto dopo che sei QUEL mik! Grazie del sostegno… buon lavoro! ;)

Veramente devono ancora ingaggiarmi! Cmq se mi permetti, difficilmente un etero si farebbe fare dei massaggi, quindi, insisti… Per capire!

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