Saviano omofobo? Le sciocche insiunuazioni francesi
Tra Italia e Francia non scorre certo sangue amico, nella cultura, cucina, sport, cinema, ecc… i confronti-scontri tra i due paesi è sempre acceso. Ma ogni tanto c’è qualche caduta di stile che si dovrebbe dimenticare in fretta. Come l’ultimo articolo dell’Observateur firmato da Marcèle Padovani con un’intervista a Roberto Saviano.
Dalle parole della giornalista francese che già si era distinto per affermazioni poco simpatiche nei confronti delle sue stesse origini, traspare che Saviano sia un omofobo maschilista, mentre i valori che vengono sottolineati dal suo Gomorra son ben altri. Ecco lo stralcio.
E’ stato poi assimilato a un “venduto”, a un “pentito”, a un “collaborazionista dello Stato”. Dice: “La diffamazione mi fa più paura della morte. Chissà cosa inventeranno di nuovo? Che sono pedofilo?” I mafiosi di Campania sono tradizionalisti. La loro cultura maschilista aborre l’omosessualità. E privilegia la verginità delle ragazze. Saviano d’altronde sembra non disdegnare questi valori. Una debolezza?
Gomorra è un romanzo controverso, più che altro per la reazione del pubblico soprattutto davanti alla trasposizione cinematografica: capita infatti che si trascenda del tutto lo scopo della storia e si apprezzi anacronisticamente il valore degli stessi criminali e dei pezzi “di azione”. Ora anche quest’altro affronto…










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