Toscana: il sindaco nega matrimonio a coppia lesbo

Alcuni giorni fa vi avevo parlato della coppia lesbica che -in Toscana- aveva chiesto al proprio sindaco di essere unite in matrimonio. Barbara Monti, trentadue anni, e Michela Cioni, trentacinque anni, fidanzate da cinque anni, avevano usato parole di speranza per chiedere un matrimonio simbolico al sindaco Vittorio Gabbianini, il quale ha però risposto in modo negativo alla richiesta, deludendo (anche lui, come altri suoi colleghi) le aspettative della coppia. «Vi sono vicino ma il matrimonio no», ha risposto il Primo Cittadino.
«Come rappresentante delle istituzioni - spiega Vittorio Gabbianini- non posso accogliere la richiesta, seppur emblematica. Questo non significa però che, come uomo, non comprenda il desiderio delle ragazze e che non le rispetti».
Daniele Nardini, direttore dei contenuti del portale Gay.it, ha ovviamente mostrato il suo disappunto di fronte ad una decisione del genere: «La decisione di Gabbanini - dice - è uno schiaffo che fa male. Sarebbe stato un piccolo gesto che non avrebbe danneggiato o inficiato l’autorità istituzionale ma che invece avrebbe avuto un gran valore per Barbara e Michela.”
” Il “no” non ha motivi validi. L’unione non avrebbe avuto una base legale ma un significato culturale, morale. Il gesto significa ignorare le ragazze, la famiglia che hanno formato».
Un’altra sconfitta per il “matrimonio omosessuale“. Auguriamoci che questo ostacolo venga superato, e che non faccia perdere le speranze ai tanti omosessuali che desiderano coronare il loro sogno, quello di potersi sposare, senza arrecare danno a nessuno.








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