Uganda: 500.000 firme contro pena di morte ai gay
Com’è ormai noto, la comunità omosessuale in Uganda sta attraversando un periodo davvero preoccupante, a causa della proposta di legge antigay, che prevede pene dure contro le persone che si macchiano del reato di sodomia, pene estreme, che prevedono addirittura la morte, nei casi di omosessualità aggravata. Una situazione che supera i limiti della decenza umana, e che bisogna fermare con ogni mezzo a disposizione. Coloro che si oppongono a questo progetto di legge disumano, hanno deciso di organizzare una raccolta di firme, 500.000 per l’esattezza, e di consegnare la petizione al capogruppo del parlamento.
Tra le tantissime persone che hanno firmato la petizione, vi sono anche molti ugandesi, spronati dalle parole del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha definito “odiosa” questa proposta di legge.
Anche la Chiesa in Uganda è spaccata in merito alla questione, visto che da una parte si parla di presunti portavoce di amore e misericordia, che mostrano film porno in Chiesa per mostrare la presunta “depravazione omosessuale“.
D’altra parte però vi sono anche persone dotate di un minimo di buonsenso, come alcuni vescovi ugandesi si erano pronunciati il 23 dicembre scorso, affermando che “la recente anti-homosexuality bill non può essere presa a modello di un approccio cristiano alla questione. L’introduzione della pena di morte e del carcere per atti omosessuali colpisce le persone invece di cercare di aiutarle”.




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