Un nuovo corso per reprimere il bullismo a scuola
In Alemeda, sobborgo di San Francisco, è stata da poco approvata un programma scolastico educativo per fermare il bullismo, già in sperimentazione, esperimento che si spera possa diffondersi presto in tutto il paese.
Secondo la destra politica, gli omosessuali non dovrebbero avere privilegi speciali, cosi hanno definito questo tentativo di bloccare la violenza tra i giovani.
Alameda si trova a venti minuti di traghetto da San Francisco. È un’isola maggiormente tendente all’idealismo conservatore che a quello repubblicano. I 70.580 residenti hanno in media 38 anni, secondo quanto dichiarato dal responsabile dell’associazione Famiglia. Molti vivono ancora in case dell’epoca vittoriana mantenendo alto il livello della classe alta-medio borghese.
Il parco di divertimenti di Alemada, ormai inattivo, era un’attrattiva per molti turisti provenienti da Oakland e San Francisco.
Il progetto è iniziato nell’autunno del 2007. Gli insegnanti per molti anni avevano chiesto aiuto per aiutare quei ragazzini bulletti che facevano scherzi gay. Hanno pensato che parlare di omosessualità in classe avrebbe aiutato a rompere questo tabù insegnando cosi agli alunni fin da piccoli che comportamenti omofobi non sono tollerati in classe e nella società e che tali comportamenti metterebbero a serio pericolo la vita dei loro coetanei.
Margie Sherratt, assistente del distretto scolastico ha risposto a questa richiesta con una lezione conosciuta come Lesson #9 – una lezione che sembra quasi un romanzo di fantascienza.
Nella lezione la Sherratt chiede che nelle classi di primo grado gli studenti siano istruiti dalle famiglie stesse al concetto di coppie dello stesso sesso. Così, appena in grado di leggere, i piccoli studenti potrebbero studiare la storia di Roy e Silo, i due pinguini maschi che hanno allevato un cucciolo nato da uova fecondate.
Mentre i ragazzi più adulti potrebbero esaminare i lavori di Harvey Milk e del poeta Walt Whitman.
Questo programma è venuto a rappresentare, in due anni, un enorme passo in avanti nella società in lotta contro questo fenomeno cosi terrificante nell’età adolescenziale.
È stato anche oggetto di polemica, tale programma, in seguito al passaggio della Proposition 8 in California.
Tuttavia, i suicidi che si sono verificati la scorsa primavera, quello dell’undicenne Carl Joseph Walker nel Massachusetts e Jaheem Herrera nella Georgia, sono stati utili, per quanto orribile possa essere tale riferimento, a prendere con seria attenzione la questione del bullismo, visto per la prima volta come un vero pericolo per la società.
Molti sono i genitori che sono contrari a questo nuovo programma, le cause sono le solite le più comuni ormai, ossia parlare di omosessualità, potrebbe portare i bambini in confusione. Il consiglio di amministrazione che ha approvato la richiesta ha dichiarato che questa lezione sarà obbligatoria per tutti gli studenti e che nessun genitore potrà richiederne l’esonero per il proprio figlio.
Un programma utile per far capire ai bambini che l’omosessualità, una realtà che esiste di cui non bisogna aver paura e nei confronti della quale non bisogna sentirsi superiori, perché siamo tutti uguali. I gay esistono cosi come esistono gli eterosessuali, i gay hanno sempre avuto rispetto nei confronti degli eterosessuali e pertanto meritano di esser trattati con rispetto.
In un’interista, Eliza Byrd, direttrice esecutiva del GLSEN, ha dichiarato che nove su dieci studenti LGBT (86,4%) dichiarano di essere stati vittima di atti di bullismo negli anni passati. Circa il 60.8% di studenti si sentono insicuri a scuola per via del loro orientamento sessuale.
Anche gli studenti lgbt andrebbero educati, secondo quanto dichiarato dalla psicologa Dorothy Espelage, secondo cui i bambini vittime di atti di bullismo tendono a trasformarsi in bulli loro stessi e diventare violenti nei confronti dei coetanei più deboli.
Le relative immagini sono tratte da:
www.advocate.com;
www.comunicandoilsociale.com;

















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