Circola da oggi in tutte le radio “Shame” (“Vergogna”), il nuovo singolo di Robbie Williams, il cantante fresco sposo con la modella Ayda Field, in coppia con il suo ritrovato amico Gary Barlow dei Take That, il gruppo che l’ha lanciato e dal quale si è successivamente sganciato per intraprendere una sfavillante carriera da solista.
Non fatevi ingannare dal titolo: il cantante statunitense non interpreterà all’interno del cartone “The Cleveland Show” se stesso bensì Paul, il fidanzato di Terry alias Jason Sudeikis star di Saturday Night Live and 30 Rock, due show molto popolari in America.
Intervistato da TV Sorrisi e Canzoni, Gabriel Garko ha ricordato un film che a noi tutti è piaciuto. Si tratta di Senso ‘45, il lungometraggio che ci ha permesso di ammirare le grazie di uno tra gli attori più belli e chiacchierati di sempre: le voci sulla sua presunta bisessualità non sono mai state poche. Senso ‘45 è stato concepito dalla mente del noto Tinto Brass, che, stando a quanto ha dichiarato Gabriel, gli promise di farlo apparire sì nudo, ma non in un contesto sessuale. La promessa, in effetti, fu mantenuta, ma quel furbacchione del regista ebbe la felice idea di ricorrere alla moviola: Garko è apparso nudo per parecchio tempo, con tanto di gioielloni al vento. Beata/o chi se lo prende (non sono ammessi doppi sensi)!
Sono state la più grande girl band di tutti i tempi, la risposta femminile ai Beatles, ma formalmente non si sono mai sciolte: nonostante a cantare non siano tornate insieme a parte una parentesi di due-tre anni fa per una breve reunion, le Spice Girls torneranno almeno per girare un nuovo film, sceneggiato da Judy Craimer del musical “Mamma mia“.

L’immagine di Gareth Thomas potrebbe essere riportata sul grande schermo, dove il suo personaggio sarebbe interpretato dal bad boy per eccellenza, Mickey Rourke. A quanto sembra l’ex sex symbol ha davvero intenzione di interpretare il ruolo del giocatore di rugby che con colto coraggio, e sfidando l’omofobia che spesso rovina il mondo dello sport, ha deciso di fare coming out pubblicamente, diventando il simbolo dell’orgoglio gay nel mondo dello sport. La conferma a questa notizia giunge direttamente dal portavoce dell’attore.
Sicuramente qualcuno molto diverso da te, cara Courtney. Robert Pattinson è quel gran pezzo di maschio che ha conquistato tutto il pubblico femminile, e non solo, sin dal primo episodio della fortunatissima serie Twilight. Ha tutto ciò che serve per una carriera brillante: bellezza, fascino, bravura e umiltà. Sì, molta umiltà, considerando come ha garbatamente risposto ai tuoi insulti insensati e pretestuosi. The Sun non è mica un Cioè o un fumetto di Topolino, cara: se una rivista così autorevole ha pensato di proporre Pattinson per il ruolo di Kurt Cobain in un film sulla sua biografia, un motivo ci sarà pure, non credi? E anche se fosse così inadatto alla parte come dici, le tue dichiarazioni sono esagerate.
Approda finalmente da stasera nelle sale uno dei film a tematica omosessuale del quale vi abbiamo parlato diverso tempo fa: sbarca questa settimana al cinema il film “Brotherhood”, opera prima del regista italo-danese Nicolo Donato, allievo di Lars Von Trier, che racconta la storia d’amore tra due neonazisti, Lars e Jimmy.
Si è concluso da pochissimi giorni il 24° Final Mix, una versione tutta milanese del Torino GLBT Film Festival, cui ha preso parte anche Atlantide Entertainment, la società di distribuzione cinematografica di cui vi abbiam parlato diverso tempo fa (facendo riferimento alla sezione Queer Frame, dedicata al cinema omosessuale). Cinque, le pellicole che ha presentato: El Niño Pez, Do Comeco Ao Fim, El Cuarto De Leo, Plein Sud e Ander. Quest’ultimo, il vincitore: si tratta del frutto di un intenso (e riuscito) lavoro del regista spagnolo Roberto Caston. Caso vuole che il film sia stato quello proiettato per ultimo: della serie, gli ultimi saranno i primi. A voi, le motivazioni della vittoria.

Ornella Muti è dalla parte dei gay, ed ha voluto sottolineare bene questo concetto, con un discorso dove traspare tutta la sua gratitudine al pubblico lgbt che l’ha sempre sostenuta. «La differenza tra essere omosessuale o meno è la stessa che passa tra l’avere i capelli biondi o mori. – ha detto Ornella Muti – È solo una constatazione. O sei bionda o sei mora. Siamo tutti diversi e tutti uguali». L’attrice si è sempre battuta per la comunità lgbt e contro ogni forma di discriminazione.
Ma quante storie per un cartone animato! Toy Story 3 ha mandato su tutte le furie la maggior parte dei movimenti femministi americani, che non hanno affatto digerito l’eccessiva dose di maschilismo di cui è carico tutto il film di animazione 3D. Come se non bastasse, molti giornali -da Ms Magazine a The Indipendent- hanno fatto notare che la terza avventura di Woody e Buzz Lightyear è indirizzata contro il mondo gay tutto, per via di quello strano personaggio che porta il nome di Ken. Secondo la scrittrice Natalie Wilson, il cartone animato mette in evidenza che “l’essere omosessuale per un ragazzo o una ragazza sia la cosa peggiore che possa succedere“. E tutto questo per cosa? Per uno stupido pupazzo dai modi gentili.

Notizia choc: Taylor Lautner ha detto basta. Non si spoglierà più nei copioni di film che prevedono scene di nudo gratuite semplicemente perchè si vergogna a togliersi la maglietta. E certo, il fisico non ce l’ha! A parte gli scherzi, credo che il collega di Robert Pattinson abbia detto una cosa molto intelligente.
Queer Frame. Ben cinque saranno le pellicole che la società di distribuzione cinematografica, Atlantide Entertainment, presenterà al Final Mix di Milano, dopo aver fatto la sua bella figura al Torino GLBT Film Festival di quest’anno, vincendo con ben due film, tra cui spicca El Niño Pez di Lucia Puenzo. Considerando il successo riscontrato presso l’evento torinese, i responsabili non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di ripresentarlo per una eventuale (e ulteriore) premiazione. Considerando che queste iniziative ci piacciono, e non poco, abbiamo deciso di dar spazio nel nostro coloratissimo GayWave ai cinque film in questione, El Niño Pez compreso.
Sbarca nelle sale a partire dal 2 luglio prossimo il film “Brotherhood“, diretto dal regista italo-danese Nicolo Donato. La pellicola, distribuita dalla Lucky Red, narra la storia del giovane Lars, che dopo aver lasciato l’esercito danese, si aggrega ad un gruppo neonazista danese che lo coinvolge in raid contro omosessuali e altre minoranze etniche. Al ragazzo entrato a far parte di questa fratellanza viene affiancata guida Jimmy che lo inizia all’indottrinamento del Mein Kampf, il testo che Adolf Hitler scrisse nei suoi giorni di prigionia in Germania prima di diventare dittatore. Ma questo rapporto allievo-discepolo prende inaspettatamente la piega della relazione amorosa e i due si troveranno presto a scegliere tra il cuore e le ideologie.
Buone nuove per il mondo LGBT e per tutto il cinema gay: una nuova società torinese di distribuzione cinematografica, Atlantide Entertainment, ha deciso di dedicare una intera sezione al mondo omosessuale, una sezione che conoscerete tutti col nome di Queer Frame. Torino, insomma, dopo il conosciutissimo GLBT Film Festival, al quale abbiamo dedicato parecchia attenzione, si prepara ad accogliere un altro interessante evento. Siamo sicuri che l’iniziativa avrà un grande successo! Da questo autunno, infatti, gli addetti ai lavori si impegneranno per l’uscita -in sala e su supporto DVD- di film recenti a sfondo omosessuale. La società, tra l’altro, è stata già una grande protagonista del venticinquesimo festival di Torino.