Coppie di fatto
Registro unioni civili: Genova verso l’approvazione, ma la polemica esplode

Il registro delle unioni civili a Genova sta facendo discutere le principali forze politiche della provincia. Tutto è nato dall’assessore alla legalità Elena Fiorini, che avendo prestato attenzione alla questione, sta di trovare una soluzione concreta e condivisa dalla maggior parte dei partiti. La discussione sulla regolamentazione delle coppie di fatto è nata ieri e non terminerà nel breve periodo: la Fiorini vorrebbe proporre un testo che, forte di un lavoro collettivo e di squadra, possa ricevere un’approvazione istantanea. ‘Vogliamo arrivare a costruirlo – così la Fiorini ha parlato di questo eventuale registro – in base al confronto e a un percorso di partecipazione il più ampio possibile‘. Le linee guida, nonostante la pluralità degli indirizzi, sono chiare: attraverso la regolamentazione, sarà conferito riconsocimento giuridico alle coppie gay, lesbo e non solo – il programma di Genova riguarda le famiglie in generale e non soltanto il mondo LGBT: tra i destinatari spiccano, per esempio, anche studenti che condividono la casa o anziani che vivono in compagnia; si vuole dare importanza, insomma, alla situazione concreta, scavalcando la burocrazia e qualsiasi cavillo legale e giudiziario. Ma vediamo cosa sta succedendo in questi primi giorni di fermento.
Leggi l'articoloRegistro delle unioni civili, Milano dice ‘sì’: Pisapia ha vinto la sua battaglia

A Milano oggi è festa: il registro delle unioni civili è finalmente realtà, e non più una mera utopia contro la quale la chiesa ha cercato di fare il possibile e sulla quale bisogna comunque continuare a lavorare in Parlamento. Le coppie di fatto – omo o eterosessuali che siano – potranno beneficiare, grazie a tale registro, di tutti i diritti che spettavano, prima dell’approvazione, solo e soltanto a coloro che avevano contratto matrimonio. C’è un però, ovviamente, e va subito messo in evidenza (anche se in controtendenza rispetto al clima di festa della città e del web): le unioni ‘registrate’ potranno avere accesso soltanto ai servizi offerti dal comune di Milano, e non a quelli previsti dalla legislazione nazionale (per intenderci, eredità e pensione di reversabilità non sono assolutamente contemplati, visto che dipendono da leggi statali e non comunali). A farlo capire è stato lo stesso Giuliano Pisapia, parlando del matrimonio gay, e sottolineando che il registro è un provvedimento squisitamente ‘amministrativo. Escludo che questa delibera apra alla possibilità dei matrimoni gay, per averli servirebbe una legge del Parlamento‘. Questo, insomma, è sì un decisivo passo in avanti, ma è altresì una questione alla quale sono chiamati a rispondere – si spera con sensibilità e mentalità aperta – i rappresentanti del popolo.
Leggi l'articolo‘Matrimoni gay errori della storia’, l’ignoranza di Carlo Casini tocca il fondo

Nuove e vergognose dichiarazioni da parte dell’UdC. A parlare è stato Carlo Casini, eurodeputato, alla nota trasmissione radiofonica La Zanzara. Se ieri, in risposta a un articolo del quotidiano Il Giornale, il filosofo Marcello Veneziani ha definito l’omosessualità una scelta fatta consapevolmente dalla natura per estinguersi, oggi, il democristiano ci ha regalato una ‘perla di saggezza’ che potrebbe concorrere benissimo con le dichiarazioni del tristemente noto Carlo Giovanardi: ‘Una volta c’era la schiavitù ed è stata abolita, c’era la discriminazione dei neri. Errori della storia. La stessa cosa per il matrimonio gay. Quando verrà approvato in tutto il mondo, sarà un errore della storia. E non sempre quello che la maggioranza decide è giusto. Se davvero in questo momento tutti nel mondo diventassero omosessuali ci sarebbe un effetto simile alla bomba atomica, sarebbe l’ultima delle generazioni a meno che non si ricorra a un’altra cosa negativa come la provetta. Finirebbe tutto‘.
Leggi l'articoloMatrimoni gay in Italia, continua il delirio di Imma Battaglia: ‘Prima la crisi’ [VIDEO]

Continua lenta e inesorabile la caduta del Partito Democratico (e dei suoi alleati), rispetto ai matrimoni gay in Italia; a far parlare di sé non è stata questa volta l’onorevole – si fa per dire – Rosy Bindi, né il capo (anche in questo caso, è un’esagerazione) Pierluigi Bersani, ma per l’ennesima volta un’amica dei democratici, Imma Battaglia, per via di alcune considerazioni che ha esposto senza indugi, dopo la pubblicazione di un articolo del quotidiano Il Giornale, intitolato La truffa delle unioni civili. Una gabbia senza garanzie. Il succo della risposta della Battaglia può essere condiviso, ma fino a un certo punto e, soprattutto, avrebbe potuto esserlo maggiormente, se solo quelle parole non fossero state scritte da una donna che ha appoggiato le vergognose dichiarazioni di Casini su matrimoni e adozioni omosessuali. ‘Anch’io – ha così esordito la Battaglia – credo fermamente che le unioni civili non costituiscono una questione di destra o di sinistra e penso che sul tema l’unica soluzione possibile sia un dibattito sereno fuori da ideologie e schieramenti‘.
Leggi l'articoloL’omofobo Beppe Grillo apre ai matrimoni gay, Di Pietro rilancia la sua proposta di legge
I matrimoni gay stanno facendo discutere tutti, soprattutto dopo le dichiarazioni di Beppe Grillo. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha approfittato, infatti, della confusione mista a omofobia targata Pd e non solo, per esprimere tutto il suo consenso ai matrimoni omosessuali. ‘All’assemblea del pdmenoelle – ha così esordito nella giornata di ieri -, il partito che vorrebbe governare l’Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge‘. Belle parole, non c’è dubbio; peccato che la credibilità di quanto asserito sia decisamente bassa, se non nulla: finora Grillo non ha preso posizioni rispetto ai matrimoni gay, neanche quando uno dei suoi grillini – un tale Francesco Perra – li ha paragonati alle unioni tra animali; in più occasioni, tra l’altro, quello che sarà sicuramente una tra le figure più imponenti della nuova legislatura si è dimostrato omofobo e intollerante. Lo hanno spiegato proprio Vladimir Luxuria e Nichi Vendola.
Guarda il video e leggi l'articoloPaola Concia e Ricarda: la coppia divide il Parlamento

Continua la battaglia di Paola Concia contro l’omofobia imperante in Parlamento, mista, purtroppo, a un perbenismo che, finora, ha fatto soltanto male – quando non ha nutrito vere e proprie vittime – alla causa gay e non solo. Se Rosy Bindi continua a dirsi contraria per Costituzione al matrimonio gay – senza considerare, però, che la Carta del ’48, pur rappresentando la base del nostro sistema, è frutto comunque di una società diversa e meno articolata di quella attuale -, non pochi parlamentari stanno sollevando il problema: Gianfranco Fini, per esempio, in qualità di Presidente della Camera, ha risposto positivamente alle richieste della Concia di avere diritto all’assistenza sanitaria anche per Ricarda, la donna che ha sposato l’anno scorso in Germania (tale diritto a Montecitorio è riconosciuto a tutti i coniugi, ai conviventi dei parlamentari e ai figli, ma non è assolutamente previsto – o meglio, non se ne è mai parlato – per le coppie omosessuali).
Leggi l'articoloMatrimoni gay in Italia: Di Pietro e Grillini avanzano proposta di legge

Rispetto ai matrimoni gay, in un panorama politico desolante come il nostro, Antonio Di Pietro rappresenta, prescindendo da qualsiasi valutazione sul suo rapporto con il governo Monti, e limitandoci soltanto alle sue posizioni rispetto ai diritti LGBT, una di quelle che chiamiamo ‘mosche bianche’. Se, infatti, Rosy Bindi e Pierluigi Bersani continuano a collezionare dichiarazioni senza senso o con parvenza di senso, ma completamente inutili ai fini di una vera regolarizzazione delle coppie di fatto e di una grande lotta all’omofobia, il leader dell’Italia dei Valori sta collezionando sempre più consensi (anche per via di un De Magistris che a Napoli sta dando dimostrazione concreta di voler realizzare la tanto ambita uguaglianza dei cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale). L’ultimo intervento del politico parla chiaro: supportato da Franco Grillini, responsabile dei diritti civili e dell’associazionismo nel partito, Di Pietro ha firmato una proposta di legge che, pur non regalandoci moltissime speranze, dovrebbe rassicurare tutti gli omosessuali che hanno smesso di credere nella politica italiana.
Leggi l'articoloPierluigi Bersani: “Basta Far West, serve una legge per le unioni civili”

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Pierluigi Bersani si scaglia contro il Far West italiano in materia di diritti gay e omofobia, e lo fa attraverso un messaggio inviato ai promotori del Bologna Gay Pride 2012, un messaggio attraverso il quale, il segretario del Pd, parla non solo di coppie gay, ma anche di leggi, di convivenze, di dignità e della dilagante omofobia. “Non è accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico”, esordisce il politico, le cui parole sono state accolte con favore dalla comunità lgbt.
Leggi l'articoloElsa Fornero dice si ai diritti degli omosessuali ma chiude al matrimonio

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Elsa Fornero dice si ai diritti per le coppie omosessuali, ma si dichiara contraria ai matrimoni gay. In una lettera pubblicata su “Avvenire“, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità ha deciso di illustrare senza mezzi termini la sua posizione in merito alla questione dei diritti lgbt, diritti chiesti a gran voce dall’intera comunità omosessuale italiana. Dopo aver detto la sua in merito alle unioni di fatto per le coppie omosessuali ed eterosessuali, il ministro ha spiegato che – dal suo punto di vista – in Italia non si dovrebbe propriamente parlare di matrimonio gay. Ma per quale ragione? Scopriamolo subito.
Leggi l'articoloRiconosciuta la copertura sanitaria a due conviventi omosessuali a Milano

Le coppie gay, come tutto il mondo occidentale saprà senz’altro, non sono riconosciute come legittime in Italia, anche quando i diretti interessati hanno avuto la possibilità di spostarsi in altri paesi europei per contrarre matrimonio e vivere la propria quotidianità come le coppie eterosessuali. Una questione del genere, che il mondo della politica continua a trattare con aria di sufficienza e, talvolta, disprezzo (basti pensare alle vergognose parentesi ‘Giovanardi‘ e ‘Scilipoti‘, ma non solo), è causa di problemi di natura non soltanto etica e morale, ma anche, e soprattutto, burocratica, civile e sociale. Lo stato, insomma, non ha ancora capito che la sua funzione è quella di tutelare i diritti di tutti gli individui, anche delle minoranze, e non soltanto quelli della maggioranza; anzi, si potrebbe dire, e non esagerando, che in uno stato incapace di difendere i diritti dei più ‘deboli’ e delle categorie socialmente a rischio sono tutti in pericolo.
Leggi l'articoloOzpetek chiede una legge per le coppie di fatto

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Più diritti per le coppie di fatto? Ferzan Ozpetek non ha dubbi, in Italia diventa sempre più necessaria una legge in questo senso, e lo ha dichiarato senza mezzi termini nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bologna, dove il celebre regista ha parlato dell’omosessualità in Italia, e di un caso che fino a pochi giorni fa aveva tenuto banco nel mondo dell’informazione italiana. Come starete immaginando, stiamo parlando dell’omosessualità di Lucio Dalla, finito suo malgrado al centro delle polemiche e dei pettegolezzi sin dal giorno stesso della sua morte, purtroppo avvenuta poche settimane fa.
Leggi l'articoloNapoli dice si alle unioni civili, parte l’iter per il registro

A Napoli è stata finalmente approvata la proposta per istituire il Registro Unioni Civili. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale presieduto da Luigi de Magistris, della proposta dell’Assessore alle Pari Opportunità, Pina Tommasielli, ed all’Anagrafe Elettorale, Bernardino Tuccillo, parte l’iter per l’approvazione del Registro delle Unioni Civili. Si tratta di un passo davvero molto importante, un passo che rallegra molte, moltissime persone, omosessuali e non! Immediata la reazione positiva da parte dei membri della comunità lgbt italiana, primo fra tutti Fabrizio Marrazzo.
Leggi l'articoloCoppie gay nel censimento Istat: il punto della situazione

Ma queste coppie gay nel censimento Istat 2011 ci saranno o non ci saranno? In un primo momento tutta la comunità omosessuale aveva recepito lo stesso identico messaggio: compilando il famoso questionario, finalmente anche le coppie gay, lesbiche, e di fatto, avrebbero potuto far sentire la propria presenza. A gettare nel dubbio la comunità gay italiana sono state però le parole di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, che forse per calmare un po’ il clamore intorno a questa novità, ha dichiarato che “non c’è alcuna valutazione delle scelte delle coppie omosessuali“. Insomma, nessuna casella da sbarrare con su scritto “coppia gay“.
Leggi l'articoloContributo per le giovani coppie gay ad Aosta

Le coppie gay di Aosta possono esultare! Il comune ha dimostrato grande intelligenza nell’approvare il regolamento per il contributo comunale nei confronti di tutte le famiglie, comprese quelle gay e quelle non sposate! Insomma, un gran bel passo avanti per un Paese, l’Italia, che di passi da fare ne ha ancora davvero molti … troppi! “E’ compito del Comune aiutare l’unione di tutti coloro i quali intendono costruirsi una famiglia”, ha fatto sapere l’assessore Mauro Baccega, spiegando le ragioni che hanno portato a un simile risultato!
Leggi l'articoloMatteo Sassi: “Sui matrimoni gay la politica mette la testa sotto la sabbia”

Torniamo a parlare di matrimoni gay in Italia! Matteo Sassi, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Emilia, ha recentemente rilasciato un’intervista dove ha parlato delle unioni tra le persone omosessuali, dichiarandosi favorevole alle nozze gay: «Certo che sono favorevole. – ha commentato l’assessore – Il matrimonio oggi è l’unico mezzo utile a sancire diritti ma anche doveri reciproci e verso la comunità. Non consentendo né il matrimonio né le unioni di fatto, le istituzioni non riconoscono l’insieme né dei diritti né dei doveri che le persone vogliono assumere insieme».
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