Diritti omosessuali
Registro unioni civili: Genova verso l’approvazione, ma la polemica esplode

Il registro delle unioni civili a Genova sta facendo discutere le principali forze politiche della provincia. Tutto è nato dall’assessore alla legalità Elena Fiorini, che avendo prestato attenzione alla questione, sta di trovare una soluzione concreta e condivisa dalla maggior parte dei partiti. La discussione sulla regolamentazione delle coppie di fatto è nata ieri e non terminerà nel breve periodo: la Fiorini vorrebbe proporre un testo che, forte di un lavoro collettivo e di squadra, possa ricevere un’approvazione istantanea. ‘Vogliamo arrivare a costruirlo – così la Fiorini ha parlato di questo eventuale registro – in base al confronto e a un percorso di partecipazione il più ampio possibile‘. Le linee guida, nonostante la pluralità degli indirizzi, sono chiare: attraverso la regolamentazione, sarà conferito riconsocimento giuridico alle coppie gay, lesbo e non solo – il programma di Genova riguarda le famiglie in generale e non soltanto il mondo LGBT: tra i destinatari spiccano, per esempio, anche studenti che condividono la casa o anziani che vivono in compagnia; si vuole dare importanza, insomma, alla situazione concreta, scavalcando la burocrazia e qualsiasi cavillo legale e giudiziario. Ma vediamo cosa sta succedendo in questi primi giorni di fermento.
Leggi l'articoloRosy Bindi nega i matrimoni gay, forti contestazioni a Bologna [VIDEO]

Brutta accoglienza alla festa del Partito Democratico di Bologna per Rosy Bindi. Gay stanchi delle promesse di parlamentari che dovrebbero rappresentare a pieno gli ideali della Sinistra, ma che di tali ideali forse conoscono soltanto le iniziali, le hanno lanciato contro, al grido di ‘vergogna, vergogna‘, lustrini e coriandoli. Il messaggio, insomma, è stato chiaro, e, se i militanti del partito, forse ignari del fatto che il riformismo non può assolutamente andare a braccetto con il conservatorismo dell’UdC, si sono opposti ai contestatori, questi non si sono fatti intimorire da niente e nessuno: Rosy Bindi ha dovuto prima allontarsi verso un ristorante, per poi, titubante, tornare indietro e cercare un confronto, seppur breve, con la folla; ‘confronto’ è chiaramente una esagerazione, se considerate che parlare con il ministro significa discutere ‘a modo suo’, e non oggettivamente, della Carta Costituzionale: ‘Contestazioni del genere sono controproducenti. Ma io – ha proseguito, indignata ma non sorpresa – sopporto tutto. Mi hanno accolto con un carnevale. Ho provato l’ebbrezza del matrimonio, io che non sono mai stata sposata‘. Ma non è finita qui: nell’area Dibattiti sono iniziati a circolare circa duemila volantini dal titolo Tutte le bugie di Rosy Bindi, riassunte in ben otto punti e incentrate, chiaramente, sulla vergognosa questione ‘matrimoni gay‘.
Leggi l'articoloMatteo Renzi sul matrimonio gay: ‘Per gli omosessuali solo le unioni’

Politico di punta del PD, Matteo Renzi è anche tra i più cliccati su Facebook e Twitter, dove continua a riscuotere consensi grazie alle sue posizioni riformiste e in netta contraddizione rispetto all’andazzo di un partito non più in grado di rispondere alle esigenze dei suoi elettori (non di tutti coloro che lo hanno votato, perlomeno). Le sue posizioni sui matrimoni gay si sono rivelate, purtroppo, contraddittorie nel corso del tempo; parlando tempo fa a Max Renzi, infatti, dichiarò di essere cattolico e di non essere disposto, nonostante questo, a negare un istituto così importante a livello civile alle coppie omosessuali: ‘Io sono cattolico – così esordì -, ma il matrimonio, parlando da politico, non deve essere considerato un sacramento. Magari lo rimane nel mio cuore, ma sono cavoli miei. Non voglio importi niente. Ma nell’esercizio della tua libertà, voglio che tu sia in grado di prenderti diritti e doveri‘. All’epoca, insomma, se fosse stato per Renzi, i matrimoni tra persone dello stesso sesso sarebbero diventati realtà. Oggi, purtroppo, sembra essere cambiato qualcosa, e non si tratta di voci di corridoio.
Leggi l'articoloMatrimoni gay in Italia, continua il delirio di Imma Battaglia: ‘Prima la crisi’ [VIDEO]

Continua lenta e inesorabile la caduta del Partito Democratico (e dei suoi alleati), rispetto ai matrimoni gay in Italia; a far parlare di sé non è stata questa volta l’onorevole – si fa per dire – Rosy Bindi, né il capo (anche in questo caso, è un’esagerazione) Pierluigi Bersani, ma per l’ennesima volta un’amica dei democratici, Imma Battaglia, per via di alcune considerazioni che ha esposto senza indugi, dopo la pubblicazione di un articolo del quotidiano Il Giornale, intitolato La truffa delle unioni civili. Una gabbia senza garanzie. Il succo della risposta della Battaglia può essere condiviso, ma fino a un certo punto e, soprattutto, avrebbe potuto esserlo maggiormente, se solo quelle parole non fossero state scritte da una donna che ha appoggiato le vergognose dichiarazioni di Casini su matrimoni e adozioni omosessuali. ‘Anch’io – ha così esordito la Battaglia – credo fermamente che le unioni civili non costituiscono una questione di destra o di sinistra e penso che sul tema l’unica soluzione possibile sia un dibattito sereno fuori da ideologie e schieramenti‘.
Leggi l'articoloL’omofobo Beppe Grillo apre ai matrimoni gay, Di Pietro rilancia la sua proposta di legge
I matrimoni gay stanno facendo discutere tutti, soprattutto dopo le dichiarazioni di Beppe Grillo. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha approfittato, infatti, della confusione mista a omofobia targata Pd e non solo, per esprimere tutto il suo consenso ai matrimoni omosessuali. ‘All’assemblea del pdmenoelle – ha così esordito nella giornata di ieri -, il partito che vorrebbe governare l’Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge‘. Belle parole, non c’è dubbio; peccato che la credibilità di quanto asserito sia decisamente bassa, se non nulla: finora Grillo non ha preso posizioni rispetto ai matrimoni gay, neanche quando uno dei suoi grillini – un tale Francesco Perra – li ha paragonati alle unioni tra animali; in più occasioni, tra l’altro, quello che sarà sicuramente una tra le figure più imponenti della nuova legislatura si è dimostrato omofobo e intollerante. Lo hanno spiegato proprio Vladimir Luxuria e Nichi Vendola.
Guarda il video e leggi l'articoloPaola Concia e Ricarda: la coppia divide il Parlamento

Continua la battaglia di Paola Concia contro l’omofobia imperante in Parlamento, mista, purtroppo, a un perbenismo che, finora, ha fatto soltanto male – quando non ha nutrito vere e proprie vittime – alla causa gay e non solo. Se Rosy Bindi continua a dirsi contraria per Costituzione al matrimonio gay – senza considerare, però, che la Carta del ’48, pur rappresentando la base del nostro sistema, è frutto comunque di una società diversa e meno articolata di quella attuale -, non pochi parlamentari stanno sollevando il problema: Gianfranco Fini, per esempio, in qualità di Presidente della Camera, ha risposto positivamente alle richieste della Concia di avere diritto all’assistenza sanitaria anche per Ricarda, la donna che ha sposato l’anno scorso in Germania (tale diritto a Montecitorio è riconosciuto a tutti i coniugi, ai conviventi dei parlamentari e ai figli, ma non è assolutamente previsto – o meglio, non se ne è mai parlato – per le coppie omosessuali).
Leggi l'articoloMatrimoni gay in Italia: Di Pietro e Grillini avanzano proposta di legge

Rispetto ai matrimoni gay, in un panorama politico desolante come il nostro, Antonio Di Pietro rappresenta, prescindendo da qualsiasi valutazione sul suo rapporto con il governo Monti, e limitandoci soltanto alle sue posizioni rispetto ai diritti LGBT, una di quelle che chiamiamo ‘mosche bianche’. Se, infatti, Rosy Bindi e Pierluigi Bersani continuano a collezionare dichiarazioni senza senso o con parvenza di senso, ma completamente inutili ai fini di una vera regolarizzazione delle coppie di fatto e di una grande lotta all’omofobia, il leader dell’Italia dei Valori sta collezionando sempre più consensi (anche per via di un De Magistris che a Napoli sta dando dimostrazione concreta di voler realizzare la tanto ambita uguaglianza dei cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale). L’ultimo intervento del politico parla chiaro: supportato da Franco Grillini, responsabile dei diritti civili e dell’associazionismo nel partito, Di Pietro ha firmato una proposta di legge che, pur non regalandoci moltissime speranze, dovrebbe rassicurare tutti gli omosessuali che hanno smesso di credere nella politica italiana.
Leggi l'articoloGay Pride Napoli 2012, De Magistris da ammirare: ‘Diversità è ricchezza’

Se il Gay Pride romano è stato oggetto di non poche polemiche, a causa del vergognoso intervento di una Militia Christi sempre più omofoba, non si può dire lo stesso della manifestazione dell’orgoglio gay tenuta a Napoli proprio ieri, alla quale hanno partecipato non soltanto omo ed eterosessuali, ma anche mamme e nonne che, forti sostenitrici della causa LGBT, si sono mostrate aperte all’accoglienza e lontane anni luce dalla discriminazione. ‘Etero o gay, sono tutti figli miei!‘ – questo è stato uno tra i motti dell’evento, che ha acquisito ancor più importanza, grazie alla presenza del sindaco della città di Napoli, uno tra i politici più validi del mondo della politica, amico di Antonio Di Pietro, quindi esponente indiscusso di quella Italia dei Valori che conta: Luigi De Magistris.
Leggi l'articoloGay Pride 2012, Roma: la manifestazione inizia tra le polemiche

Il tanto atteso giorno, quello del Gay Pride, è arrivato: oggi, 23 giugno, gay etero e transessuali sfileranno per le vie della capitale, non solo per rivendicare i propri diritti – matrimoni e regolamentazione della convivenza tra coppie dello stesso sesso, per esempio -, ma anche per dire basta alla violenza a sfondo omofobo che ha dilaniato la città nelle ultime settimane (basti pensare all’aggressione ai danni di un giovane gay e, soprattutto, del noto attivista Guido Allegrezza). ‘Vogliamo tutto‘ è lo slogan del Roma Pride 2012; una sintesi forte e chiara ‘della parità, dignità e libertà di vivere e amare senza ingerenze religiose, moralistiche e ideologiche. Nel Pride sta la forza di una comunità che si trova unita nell’orgoglio per quello che si è, nella rivendicazione di una piena uguaglianza, nella gioiosa visibilità individuale e collettiva, nell’allegria di un giorno di festa e condivisione‘. Non una ‘carnevalata’ – come gran parte dei cattolici e degli spettatori ignoranti pensano -, ma un momento importante per dire ‘basta’ e per gridare alla società insensibile, alla politica indifferente e un mondo sempre più inspiegabilmente violento la propria presenza.
Leggi l'articoloMadonna contro Putin sulla legge anti gay

Madonna è tornata alla ribalta, anche se probabilmente non è mai uscita di scena in tutti questi anni della sua lunghissima carriera da star mondiale e icona gay (non dimentichiamolo!) e lo fa accendendo un dibattito sui social network niente popò di meno che con Putin. Miss Ciccone infatti ha attaccato apertamente sulla sua pagina ufficiale di facebook, di cui vi mostriamo le immagini , il primo ministro russo sulla sua tanto discussa della legge anti-gay. Un’indignazione accorata quella di Madonna, che riaccende antiche scintille politico/sociali, che, perdonateci il paragone, evocano un pò la Guerra Fredda combattuta da Unione Sovietica e Usa. E quali migliori icone di due culture tanto diverse fra loro di un politico russo e di una star americana?
Leggi l'articoloSecondo la Cassazione anche le coppie omosessuali hanno diritto a una vita familiare

La Cassazione ha depositato il 15 marzo una sentenza storica secondo la quale, le coppie gay, pur non avendo tutela legale devono poter godere di un trattamento uguale a quello assicurato ai coniugati. Infatti, anche in mancanza del diritto al matrimonio o non potendo far valere in Italia un matrimonio legalmente celebrato all’estero, devono poter “vivere liberamente una condizione di coppia” e ricevere quindi, in specifici casi, “un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata“.
Leggi l'articoloMatrimoni Gay: Strasburgo boccia l’Italia

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I matrimoni gay sono un privilegio, o sono un diritto? Il Parlamento europeo non ha dubbi, i matrimoni gay sono e devono essere un diritto garantito a tutte le persone, perché tutte le persone, tutti noi, siamo cittadini, tutti noi abbiamo pari doveri, quindi esigiamo pari diritti. Secondo quanto stabilito dal Parlamento europeo, i Governi d’Europa non possono e non devono fornire definizioni “restrittive” di famiglia, definizioni elaborate solo ed esclusivamente con l’intenzione di negare protezione e tutela alle coppie omosessuali e ai loro figli.
Leggi l'articoloPapa Ratzinger contro i matrimoni omosessuali, di nuovo

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Nuovi attacchi contro i matrimoni gay! Ancora una volta Papa Ratzinger si schiera contro l’amore gay e contro le unioni omosessuali, e lo fa in occasione del suo incontro con i vescovi statunitensi ricevuti pochi giorni fa in udienza in Vaticano. In questa occasione il Pontefice ha innanzitutto ricordato che la convivenza, prima del matrimonio, è considerata un peccato, e che le “differenze sessuali non devono essere considerate irrilevanti per la definizione di matrimonio“.
Leggi l'articoloMatrimoni omosessuali: George Clooney e Brad Pitt a teatro contro la Prop 8 [Video]

Matrimoni omosessuali: un tema spinoso, non è vero? In tutto il mondo (compresa l’Italia) la comunità lgbt li chiede a gran voce, ma in quasi tutto il mondo quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto (il diritto di sposarsi, come ogni cittadino normalissimo), è ancora considerato un privilegio in alcuni Paesi, un tabù in molti altri. Negli USA i personaggi del mondo dello spettacolo che si schierano apertamente a favore dei matrimoni gay e dei diritti della comunità lgbt in generale sono davvero molti, e non necessariamente si tratta di vip omosessuali. Un esempio?
Leggi l'articoloRagazzo gay marocchino ottiene asilo politico in Italia

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Un ragazzo gay di soli vent’anni rischiava di finire in carcere se rimpatriato nel suo Paese, solo ed esclusivamente a causa della sua omosessualità, e per questa ragione a lui è stato concesso lo status di rifugiato in Italia. Questa è la storia di F.H, 20 anni, un ragazzo che, grazie all’intervento delle associazioni lgbt Gay Center e Arcigay, è riuscito ad evitare il carcere in Marocco, solo uno degli ottanta Paesi in cui l’omosessualità è punita con una pena detentiva (in altri Paesi esiste la pena di morte per le persone appartenenti alla comunità omosessuale). Un trattamento che ci lascia davvero senza parole.
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