Discriminazione sessuale
Padova Pride Village 2012, omofobia scatena polemiche: ‘Ridevano e nessuno interveniva’

Aggressione omofoba al Padova Pride Village 2012, edizione nuova di zecca di un evento che Padova ospita da diversi anni. La manifestazione dell’orgoglio gay, purtroppo, si è conclusa con un avvenimento che sta scatenando parecchie polemiche non soltanto da parte delle principali associazioni LGBT e Anna Paola Concia, convinta della necessità di una legge contro l’omofobia e la transfobia, ma anche dell’organizzazione, che – stando a quanto è stato riportato dal quotidiano Il Mattino – ha minimizzato l’accaduto, fino a negare l’aggressione stessa: ‘Dalle prime ricostruzioni effettuate, la vicenda raccontata non sembra essere andata così come riportato, né può essere considerata un’aggressione omofoba. Si è trattato in realtà di una lite tra due avventori. Tant’è che allo stato attuale non risulta essere stata presentata alcuna denuncia alle forze dell’ordine, né allegato un referto medico . Quanto all’accusa rivolta al personale della sicurezza di non aver trattenuto entrambe le persone coinvolte nell’episodio, è bene precisare che gli addetti al controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo non possono in alcun modo svolgere le funzioni previste dalle forze dell’ordine, tra le quali figura appunto quella di poter trattenere qualcuno contro la sua volontà‘. Ma cerchiamo di ricostruire cosa è successo.
Leggi l'articolo‘L’omosessualità serve alla specie per estinguersi’, il delirio del filosofo Veneziani

In Italia parlare di omosessualità, gay, lesbiche e non solo sembra essere diventato un must: chiunque si sente in diritto di dire la propria su nozze gay, cause scatenanti e relazioni affettive, pur non essendo interessato minimamente (d)all’argomento. E ciò che più scandalizza è che, quando si interviene, lo si fa senza cognizione di causa, rendendosi il più delle volte protagonisti di dichiarazioni che, ai limiti dell’assurdo, ricordano – purtroppo – i soliti vergognosi e ridicoli luoghi comuni. Chi è stato questa volta a dare ‘il meglio di sé’? Marcello Veneziani, ex consigliere d’amministrazione della Rai, nonché filosofo – non molto conosciuto, ma fa lo stesso. Il luogo del ‘delitto’? Il solito: l’omofobo quotidiano Il Giornale, diretto dall’altrettanto conservatore Sallusti, compagno dell’incommentabile Daniela Santanché. Le dichiarazioni di Veneziani, in risposta al dibattito in tv tra Carlo Giovanardi (un altro protagonista, se non l’indiscusso, della polemica nei confronti del mondo LGBT) e Paola Concia sul matrimonio omosessuale, hanno dell’assurdo; secondo il filosofo, infatti, l’omosessualità sarebbe l’evoluzione naturale della specie per arrivare all’estinzione. Ma veniamo al dunque.
Leggi l'articoloOmofobia, in Cina ‘gay’ censurati: la parola eliminata dai dizionari

L’omofobia non ha limiti in Cina, dove la società continua a rendersi artefice di malefatte ai danni di gay, lesbiche e transessuali, ancor più che in Italia, dove, se il Partito Democratico si è spaccato in due sulle coppie di fatto e non solo, l’Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà continuano a combattere la loro battaglia a favore degli omosessuali. Per quanto possa trovarsi in condizioni pessime rispetto ai diritti LGBT (essendo un paese liberale), la nostra Penisola non potrà mai raggiungere i livelli di quello che fu, un tempo, il grande Impero Celeste: in Cina ad essere censurati non sono spot o programmi televisivi che, in un modo o nell’altro, cercano di difendere la causa omosessuale; recentemente, infatti, la censua ha colpito anche i dizionari di lingua contemporanea cinese, dai quali sarebbe sparita una parola che i gay utilizzano quasi sempre tra loro: il lemma ‘tongzhi‘, al quale il sito Tuttocina ha dedicato uno speciale davvero interessante, partendo dalle sue origini (la parola, che in italiano può essere tradotta con ‘compagno’, indicava inizialmente soltanto tutti i membri del Partito Comunista).
Leggi l'articoloPaola Concia e Ricarda: la coppia divide il Parlamento

Continua la battaglia di Paola Concia contro l’omofobia imperante in Parlamento, mista, purtroppo, a un perbenismo che, finora, ha fatto soltanto male – quando non ha nutrito vere e proprie vittime – alla causa gay e non solo. Se Rosy Bindi continua a dirsi contraria per Costituzione al matrimonio gay – senza considerare, però, che la Carta del ’48, pur rappresentando la base del nostro sistema, è frutto comunque di una società diversa e meno articolata di quella attuale -, non pochi parlamentari stanno sollevando il problema: Gianfranco Fini, per esempio, in qualità di Presidente della Camera, ha risposto positivamente alle richieste della Concia di avere diritto all’assistenza sanitaria anche per Ricarda, la donna che ha sposato l’anno scorso in Germania (tale diritto a Montecitorio è riconosciuto a tutti i coniugi, ai conviventi dei parlamentari e ai figli, ma non è assolutamente previsto – o meglio, non se ne è mai parlato – per le coppie omosessuali).
Leggi l'articoloOmofobia in Gran Bretagna, shock: l’80% dei giovani si fa del male

Rapporto scioccante in Gran Bretagna, dove l’omofobia tra i giovani dipende – come in tutti gli altri Paesi del mondo – non soltanto dalla società, ma anche da una ignoranza di fondo che nasce, purtroppo, in famiglia e a scuola. La Stonewall School ha intervistato ben 1.614 giovani, attraverso un questionario che ha permesso di scoprire che negli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado l’omofobia è imperante. Le persone intervistate non sono moltissimie – starete pensando -, ma chi ha più dimestichezza con il calcolo statistico sa benissimo che un campione costruito bene può funzionare anche con cifre non elevate. L’inchiesta non ha riguardato insegnanti o collaboratori scolastici di ogni livello e tipo, ma solo e soltanto gli studenti, il futuro di ogni Paese e l’unico seme che permette alle nuove idee di diffondersi e germogliare: un seme del cambiamento che va nutrito e curato con grande attenzione, non solo in casa ma ovunque. Se la situazione è questa, insomma, la colpa va attribuita – come sempre – a chi ha la responsabilità di educare (non solo alla chiesa, quindi). Veniamo al dunque.
Leggi l'articoloPer gli omosessuali sono meno le possibilità di trovare lavoro

Realtà allarmante, ma non sorprendente, per gli omosessuali: un recente rapporto della Fondazione Rodolfo Benedetti ha dimostrato che non tanto le lesbiche quanto i gay, soprattutto se altamente qualificati, sarebbero discriminati nel difficile iter che porta alle assunzioni. Diretta da Tito Boeri, la fondazione non ha voluto agire attraverso la somministrazione di sondaggi, ma inviando alle aziende oltre duemila curricula fittizi, che, realizzati in modo piuttosto particolare, hanno permesso di confermare quanto emerso pochi giorni fa grazie ad alcune indagini ISTAT: ‘Omosessuali e bisessuali dichiarano di aver subito discriminazioni a scuola e all’università, così come al lavoro, più degli eterosessuali. Il 40,3% dichiara di essere stato discriminato contro il 27,9% degli eterosessuali. Si arriva al 53,7% aggiungendo le discriminazioni subite nella ricerca di una casa, nei rapporti con i vicini, nell’accesso a servizi sanitari oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto‘. Ma entriamo nel dettaglio.
Leggi l'articoloGli omosessuali sempre più discriminati sul lavoro

Gay e lavoro: esiste discriminazione nei confronti degli omosessuali? Certo che si, e purtroppo questo lo sappiamo bene, così come sappiamo bene che spesso i soprusi e le discriminazioni non vengono denunciate. A riportare a galla un dato purtroppo ben noto a tutti è stato il Comitato Bologna Pride 2012, che in vista del Pride nazionale che si terrà il prossimo 9 Giugno, attraverso un sondaggio condotto su 1.892 lavoratori omosessuali (55%) ed eterosessuali (45%), ha messo in luce dei dati piuttosto allarmanti.
Leggi l'articoloVietato donare il sangue per i gay “non casti” a Milano

Donare il sangue? Se sei gay, se hai un partner con il quale hai rapporti intimi, e se vivi a Milano, non puoi farlo. Questo è quanto riportato nei giorni scorsi dallo staff del Policlinico di Milano, secondo cui quelle prese nei confronti dei donatori gay non sono affatto posizioni dovute a una forma di omofobia o di discriminazione contro la comunità lgbt, ma sono semplicemente delle misure di cautela dovute e legittime quando si parla di persone omosessuali. Ma per quale ragione?
Leggi l'articoloLa rivolta silenziosa della comunità gay in Russia

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E’ una battaglia silenziosa quella condotta dai gay in Russia, una battaglia difficile, una battaglia che va combattuta, per dire una volta per tutte “basta” all’omofobia che si respira in questo Paese. Nei giorni scorsi in Russia la comunità lgbt si è segretamente riunita in luoghi chiusi, in bar, nelle case, nelle biblioteche, dove venivano organizzati dei dibattiti e degli incontri. Incontri volti a risolvere una questione che preoccupa l’intero Paese: quella dell’omofobia.
Leggi l'articoloVietato donare il sangue per i gay di Varese

Un altro caso di discriminazione è avvenuto a Varese, dove i gay non possono donare il sangue proprio per via della loro omosessualità! Il caso di cui stiamo parlando è avvenuto nella sede Avis di Somma Lombardo, in provincia di Varese, dove sono state elencate le persone che verranno automaticamente escluse dalla donazione del sangue: “Esistenza nella storia personale di rapporti omosessuali“: sarebbe questa una delle ragioni per cui una persona non potrebbe donare il sangue a Varese.
Leggi l'articoloGullotta rifiutato dalla Rai perché gay

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Discriminato da mamma Rai perché omosessuale? Ebbene si, Leo Gullotta, famoso attore e doppiatore italiano dichiaratamente omosessuale, racconta di essere stato effettivamente discriminato per via della sua omosessualità. “La Rai non ha voluto che interpretassi don Puglisi perché sono gay”, ha esordito pochi giorni fa il noto personaggio, in un’intervista a cuore aperto rilasciata a ‘Leggo’, dove l’attore italiano ha parlato anche della polemica che fino a pochi giorni fa ha tenuto banco nel nostro Paese, quella legata all’omosessualità mai ufficialmente “confessata” di Lucio Dalla e alla figura del fidanzato del defunto artista, Marco Alemanno, da molti definito semplicemente “un collaboratore” di Lucio.
Leggi l'articoloI figli di genitori omosessuali sono vittime di bullismo a scuola

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I figli di genitori gay sono vittime di bullismo a scuola? E se si, la colpa di chi è? Dei genitori gay? Dei figli? O forse della maleducazione, dell’ignoranza e della mancanza totale di sensibilità da parte dei compagni di scuola? Sembrerebbe una domanda retorica, lo sappiamo bene, ma scommettiamo che qualcuno non avrebbe problemi nell’asserire che la colpa potrebbe essere proprio dei genitori omosessuali!? A riportare dati allarmanti in merito ai figli di coppie omosessuali è stato, nei giorni scorsi, il Williams Institute, secondo cui il 50% dei ragazzi di 17 anni avrebbe dichiarato di essere stato vittima di discriminazione a causa dell’orientamento sessuale dei propri genitori.
Leggi l'articoloCoppia lesbica discriminata al ristorante: niente rose per San Valentino

Una coppia lesbica è stata letteralmente vittima di discriminazione alcune settimane fa, ma la notizia è stata purtroppo divulgata solo nei giorni scorsi. La coppia in questione è quella formata da Liz Ross, 25 anni, e dalla compagna Hayley Simpson, 21 anni, che alcune settimane fa avevano deciso di festeggiare il San Valentino 2012 nel ristorante Damon di Linconl (in Inghilterra). Ebbene, secondo quanto riportato, pare che la cameriera del ristorante si sarebbe rifiutata di regalare una rosa alla coppia omosessuale, rosa destinate – peraltro – a tutte le coppie presenti nel locale.
Leggi l'articoloRagazza lesbica discriminata in Chiesa: è polemica negli USA

Che la Chiesa non approvasse le lesbiche, i gay e i transessuali, lo sappiamo bene, e la comunione gay è un tema di cui vi avevamo più volte parlato in passato, ma il caso avvenuto negli Stati Uniti pochi giorni fa è davvero vergognoso e scandaloso! Una ragazza lesbica è stata letteralmente offesa in Chiesa, pochi giorni fa, nel corso della cerimonia funebre in onore della sua stessa madre. La protagonista di questa vicenda è Barbara Johnson, figlia di Loetta Johnson.
Leggi l'articoloRupert Everett: “Il coming out ha ostacolato la mia carriera”

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Quello del coming out, pur essendo stato un momento catartico, per Rupert Everett è stato però anche un momento cruciale, un momento che ha segnato la sua intera carriera di attore. Ebbene si, mentre tanti vip e personaggi del mondo dello spettacolo gay invitano i ragazzi e le ragazze omosessuali a fare coming out, l’attore Rupert Everett continua a ripetere che, se da un lato la sensazione di benessere è senza dubbio importantissima, d’altra parte non sempre questa scelta, dal punto di vista lavorativo, si rivela la migliore.
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