
Nei giorni scorsi una coppia omosessuale aveva denunciato un brutto caso di discriminazione. I due ragazzi, Mario e Fabio, hanno raccontato di essere stati trattati in malo modo da un carabiniere, che li avrebbe insultati ed intimati di lasciare il locale, per un semplice abbraccio. Una reazione a dir poco esagerata, ma purtroppo non incredibile, dal momento che sono davvero parecchie le coppie che in questa estate 2010 hanno denunciato episodi di discriminazione omofoba del genere. A quanto sembra però le cose non sarebbero andate esattamente come raccontato dai due ragazzi. A confutare la loro versione dei fatti vi è addirittura un video ed un testimone oculare, che ha spiegato come sarebbero andate in realtà le cose quella mattina.
Tornare a casa dopo una settimana gay a Gallipoli ha i suoi pro e i suoi contro, soprattutto se si è andati in compagnia di un amico che credevi sì rompiscatole, ma non fino al punto di costringerti a tre ore di sonno perché alle dieci di mattina saresti dovuto stare in spiaggia. Per fortuna, eravamo in cinque: quattro contro uno. Dato che la democrazia, almeno in questi casi, funziona, il più delle volte siamo rimasti a casa, nel mondo dei sogni (talvolta porno, talvolta un po’ meno, ma pur sempre porno). Non rivedrò la sua faccia per un bel po’ di tempo: ne ho fin sopra ai capelli, e non solo. Una vacanza gay, etero o trans, sarà pure un modo per rilassarsi, no? Con tre ore di sonno, del relax avremmo conosciuto a stento la “r” iniziale.

I divorzi sono ormai purtroppo una costante in molti Paesi del mondo, e non riguardano solamente le coppie eterosessuali. Questo fenomeno è infatti in costante aumento anche tra le coppie omosessuali unitesi in Inghilterra, dove le unioni gay sono ufficialmente consentite sin dal 2006. È quanto emerso da un recente sondaggio condotto dall’ufficio nazionale di statistica, che ha dimostrato che nel 2009, rispetto agli anni precedenti, è raddoppiato il numero delle coppie omosessuali che hanno chiesto l’annullamento della propria unione.
Si chiama Giulio Spatola, ha 26 anni, è nato a Palermo. Il successore di quel gran pezzo di maschio di Luca Giordano (Mister Gay Italia 2009) ha tutta l’aria di uno che sa il fatto suo: laureato da pochissimo tempo in cinematografia, è già regista di un cortometraggio. Il ragazzo, insomma, non è uno sprovveduto, sa quel che vuole e intende raggiungere i suoi obiettivi. Certo, fossimo stati nella giuria, avremmo premiato qualcun altro: il ragazzo, infatti, è sì un bel maschio, ma in giro (e anche al concorso) c’erano maschietti ancor più carini. Bando a questi pettegolezzi da vecchie zitelle, veniamo al dunque: conosciamo meglio il nuovo re dei gay, il rappresentante di tutto il mondo LGBT.

La questione degli alloggi comunali a Padova sta destando non poche polemiche a causa della decisione del Comune di non ammettere anche le coppie omosessuali. Una decisione piuttosto inaspettata quella del Comune di Padova, dove sono accettate le unioni di fatto gay. Una decisione che ha provocato molto stupore anche da parte delle istituzioni politiche. Nei giorni scorsi l’Italia dei Valori di Padova ha dichiarato che non è affatto vero che le coppie omosessuali sono escluse dal bando per l’assegnazione degli alloggi.
Gallipoli, arrivo. Dopo aver lasciato i miei ultimi due chiletti in palestra, dopo aver comprato quel costumino bianco (non trasparente) che mi piaceva tanto, dopo aver costretto la mia dolce metà a venire, dovrebbe essere tutto pronto. Almeno spero. Questi momenti sono quelli che odio di più: organizzi tutto nei minimi particolari, ma proprio tutto, riesci persino a decidere quali saranno i colori del tuo abbigliamento, per poi ricordarti che hai dimenticato qualcosa. Sì, ma cosa? Mistero della fede. Anzi, dell’estate (gay). Scherzi a parte, non dovrebbero sorgere problemi: i centosettantaquattro pinocchietti ci sono, le centosettanta magliette anche; lo stesso vale per le duecento mutande rigorosamente abbinate ai colori dei calzini. Tutto è ok.
Torniamo a parlare ancora una volta del binomio calcio – omosessualità: la stragrande maggioranza degli eterosessuali – e anche qualche omosessuale – è portata a pensare che si tratti di uno sport per machi, per duri; in realtà la vita non è la trama di una fiction televisiva, bensì un prisma con tante sfaccettature e quindi è normale che anche a tirare calci ad un pallone ci siano molti omosessuali.

Il prossimo 27 ottobre sulla copertina del fumetto di Spiderman potrete trovare una coppia gay intenta a baciarsi. È quello che hanno notato molte persone che si sono imbattute nella copertina disegnata da David Lafuente Garcia, in cui compare uno sconsolato Uomo Ragno, seduto ai piedi di una fontana, con un atteggiamento demoralizzato che contrasta con la gioia delle persone che gli stanno intorno. Attorno a lui infatti vi sono dei nonni insieme ai nipotini, coppie interraziali e coppie che si baciano, tra le quali spunta fuori anche la coppia gay, una cosa che non si vede spesso nei fumetti di questo tipo.

Un produttore di preservativi in India ha progettato un preservativo particolarmente indicato per gli uomini gay. L’India ha legalizzato l’omosessualità lo scorso anno e la società indiana sta compiendo il suo cammino di accettazione dei gay lentamente. In un recente articolo, si evidenziava che l’India sta cercando di ridurre il livello del rischio di contagio del virus dell’HIV tra gli uomini gay e bisessuali.

Quello della pedofilia è senza dubbio uno dei reati più riprovevoli ed orribili che possano mai essere compiuti, ma ci sono persone che ne parlano come se si trattasse di un reato della minima importanza, che non merita neanche essere denunciato alla polizia. Fin troppo spesso abbiamo parlato di preti che affermano risolutamente di non voler denunciare un prete pedofilo (pentito), e questa non è certamente una cosa rara all’interno della struttura ecclesiastica. È ormai risaputo che il numero dei sacerdoti pedofili è molto alto, com’è risaputo che questi sacerdoti non sono mai stati denunciati dai vescovi.

Quello che sto per raccontarvi sembra un caso tratto da qualche strana sit com, ma è accaduto realmente. A quanto sembra in Messico una mamma ha deciso di affittare il suo utero al figlio di 31 anni omosessuale, che da tempo desiderava diventare papà. Il quotidiano messicano “Reforma” ha raccontato la storia della mamma di cinquantuno anni e del figlio Jorge, che ha ricevuto questo bel regalo dalla madre. Non è poi così strano che un ragazzo omosessuale desideri fare il padre single, ma sinceramente fa davvero impressione il fatto che sia la madre di lui a renderlo padre.
Non capita a tutti di mettere piede a San Francisco. La conosci attraverso le serie televisive americane, senza pensare che quella bellissima città esiste davvero, in qualche parte dell’America: precisamente, ad Ovest, l’estremo Ovest del continente. Non è un dettaglio insignificante: prima di poter vedere (e toccare) quei gran maschi degli americani, ho dovuto fare circa diciassette ore di viaggio, con scalo a New York; con un piede congelato, sottolineo. Vi starete chiedendo il perché: ebbene, l’intelligentone del mio amico non perde mai l’occasione di confermare la sua indiscussa imbranataggine. Durante il volo, infatti, versò dell’acqua ghiacciata non nel bicchiere, ma sul mio pied(on)e indifeso. Per fortuna, la madre mi consigliò di portare con me un paio di ciabatte, che misi all’istante: nel caso contrario, sarei morto assiderato (l’aria condizionata era qualcosa di pazzesco).
Raitre si conferma la rete più illuminata del palinsesto televisivo, capace di trattare temi di cui solitamente nessuno parla, dalla malapolitica (vedi Report) al costume. Stasera il terzo canale di Stato manderà in onda un documentario dal titolo “Il lupo con i calzoncini corti“, un reportage che mostrerà ai telespettatori cosa vuol dire in Italia essere figli di genitori omosessuali. Appuntamento stasera alle 23.30
Cari lettori, con oggi concludiamo il nostro sondaggio sui costumi da bagno che indosserete per questa caldissima estate. Lo abbiamo aperto non molto tempo fa, ma ci tocca chiuderlo per dar spazio a un altro interessante argomento (dovrete scegliere chi è senza dubbio gay tra i personaggi proposti: da Marco Carta a Robert Pattinson). I 117 votanti hanno potuto scegliere tra slip, boxer, perizoma e bermuda shorts. Anche se con pochissimo scarto percentuale (solo l’1%), i primi hanno schiacciato la concorrenza. A dirla tutta, non ce lo aspettavamo, o meglio, credevamo che la percentuale si attestasse su valori più elevati o comunque con una differenza maggiore rispetto a tutto il resto: e così, slip 32% – boxer, 31%.