
Continua a destare polemiche il brutto episodio di omofobia avvenuto nei giorni scorsi a Pesaro, dove una coppia di stranieri omosessuali è stata brutalmente picchiata da una comitiva di ragazzi omofobi, che hanno approfittato delle accuse di una loro amica per picchiare violentemente i due giovani stranieri. Un clima di omofobia davvero insostenibile quello che si respira in Italia, e nel caso specifico a Pesaro. Un clima di omofobia che, secondo Alessio de Giorgi, direttore di Gay.it, è alimentato anche dalla classe politica.

Desta ancora polemiche il brutto pestaggio omofobo avvenuto a Pesaro poche settimane fa, quando una coppia omosessuale fu picchiata semplicemente a causa di un bacio. Come vi avevamo raccontato, il pestaggio è stato ad opera di un gruppo di ragazzi, tra i quali anche una ragazza, che ha inveito e picchiato la coppia gay all’uscita di un locale. La ragione dell’aggressione è ancora poco chiara, ma la cosa certa è che K., uno dei due turisti gay picchiati, ha venti giorni di prognosi, a causa delle lesioni subite. Immancabile il commento dei Arcigay e di esponenti della comunità omosessuale italiana, messa a dura prova dall’intolleranza e dalla violenza della nostra società.

I pestaggi di persone omosessuali sono ormai quasi all’ordine del giorno. Persone che si stanno semplicemente baciando, senza fare proprio nulla di male, vengono picchiate violentemente, e c’è chi ha il coraggio di dire che in fondo se la sono cercata, perché avrebbero benissimo potuto evitare di baciarsi. Intervistato dal sito religioso Pontifex, anche Monsignor Giacomo Babini ha espresso il suo parere (piuttosto prevedibile) riguardo i pestaggi omosessuali, in particolar modo quello avvenuto a Pesaro, dove una coppia omosessuale è stata brutalmente picchiata fuori da un locale.

Un barman gay è stato colpito e ha perso i sensi in seguito ad un’aggressione omofoba il giorno prima della quinta celebrazione del Pride di Leeds, una città del Regno Unito. Dane Holdsworth, ventunenne di Leeds, ha dichiarato di essere stato aggredito da due uomini mentre rientrava a casa dal lavoro nelle prime ore di sabato mattina. Aveva appena finito il suo turno nel locale del centro di Leeds e ritornava verso la casa del padre dopo che un taxi lo aveva lasciato nei dintorni.

Ancora un episodio di omofobia macchia la cronaca del nostro Paese, e questa volta i fatti sono avvenuti a Pesaro, dove dei ragazzi omosessuali sono stati minacciati e picchiati alcune sere fa all’uscita di un locale. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio due giovani turisti stranieri, K.R. di 21 anni e F.C. di 31 anni, sono stati aggrediti mentre si baciavano nei pressi della discoteca Macaco Beach. Gli aggressori sarebbero stati una ragazza ed alcuni suoi amici istigati dalla stessa ragazza. A quanto sembra la giovane avrebbe gridato parole offensive, e poi accusato uno dei due turisti omosessuali: “Quella checca mi ha toccato!”

È ancora giallo sull’aggressione omosessuale avvenuta nei giorni scorsi a Trento, dove Breno, un ragazzo omosessuale italo-brasiliano ha dichiarato di essere stato picchiato all’interno del bagno di una discoteca, durante una festa organizzata da Arcigay e Arcilesbica. Abbiamo letto la denuncia da parte del ragazzo, che ha dichiarato di essere stato vittima della brutale omofobia del gestore del locale, la cui rabbia sarebbe scattata nel momento in cui ha visto la vittima ed un altro ragazzo chiudersi insieme in bagno. Ma ecco che il gestore del locale racconta una versione completamente diversa dei fatti avvenuti la sera dell’aggressione.

Un brutto caso di cronaca è avvenuto alcuni giorni fa a Trento, dove un giovane ragazzo omosessuale è stato aggredito e picchiato durante una festa organizzata dall’Arcigay e Arcilesbica in un locale. La denuncia arriva direttamente dal “Tavolo Lgbtq“. Secondo quanto riportato il giovane omosessuale sarebbe stato picchiato esclusivamente per il suo orientamento sessuale. La vittima dell’aggressione è Breno Menini, studente universitario, che ha dichiarato che la sua unica colpa è essere andato in bagno insieme ad un ragazzo.

A partire da quest’anno a New York il 13 luglio sarà la giornata contro l’omofobia. Ad annunciarlo è stato il consiglio Comunale di New York, ed altri rappresentanti delle istituzioni, durante una conferenza stampa in cui si spiega che la scelta di creare una giornata contro l’omofobia è nata per offrire la propria solidarietà ed il proprio appoggio per la comunità lgbt portoricana, che ormai da diverso tempo è colpita da una grave ondata di omofobia e transfobia, che sfociano spesso in omicidi e pestaggi omofobi.

Un ragazzo omosessuale di trentun anni è stato violentemente picchiato nei giorni scorsi in una discoteca di Ostia. I fatti sono avvenuti intorno alle tre di notte dello scorso sabato, quando Marco si trovava sul lungomare Paolo Toscanelli di Ostia. Il ragazzo doveva andare urgentemente in bagno, e si è messo in fila per la toilette delle donne. In breve tempo alcune ragazze gli hanno fatto notare che non era la fila giusta per lui, ma il ragazzo ha risposto: «Ma io sono diverso, state tranquille mica vi dò fastidio».

A Bradford 15 persone omofobe, sia uomini che donne, hanno compiuto un pestaggio violento contro una coppia omosessuale. Le due vittime, due ragazzi di 21 e 37 anni, sono state dapprima seguite ed insultate dalla pericolosa gang, che in seguito ha picchiato violentemente la coppia gay con alcune armi improvvisate. Le due vittime omosessuali si sono fatte curare in ospedale a causa delle gravi ferite riportate dopo il pestaggio omofobo, avvenuto per le strade di Bradford.

Sono sotto processo i tre aggressori omofobi che alcuni mesi fa hanno picchiato brutalmente un ragazzo di trent’anni, disabile ed omosessuale. I fatti risalgono allo scorso 23 Gennaio, quando il giovane disabile fu attaccato (senza potersi difendere) dai tre malviventi, che per giustificare il loro ignobile gesto, durante l’interrogatorio hanno detto: “Volevamo dare una lezione ai froci del Bronx”, come se questa fosse una risposta normale o lontanamente accettabile!

L’omofobia nel mondo delle Forze Armate è innegabile, e l’episodio del ragazzo militare aggredito nei giorni scorsi ne è una prova lampante. Un giovane militare gay è stato picchiato all’uscita di un locale gay, ma non ha voluto denunciare il tutto per paura di ripercussioni sul lavoro. A raccontare l’episodio è stato Alessio De Giorgi, direttore del portale Gay.it, che – durante la sua intervista con il programma di Klaus Davi KlausCondicio - ha spiegato che il militare aggredito ha voluto restare anonimo.
Come sapete, nei mesi scorsi un ragazzo omosessuale di soli ventidue anni, Simone, è stato aggredito a Roma a un gruppo di italiani al grido di “Frocio, frocio”. Il ragazzo ha rischiato di perdere un occhio a causa della stupidaggine di persone che senza un minimo di coscienza hanno pestato una persona per il suo orientamento sessuale. Non è una novità, lo sappiamo bene, ma queste cose fanno arrabbiare ogni giorno di più. Per questa ragione è giusto andare a manifestare non solo l’orgoglio di essere gay, ma anche la rabbia di essere picchiati e discriminati per ciò che si è.
Il presidente serbo Boris Tadic si è recentemente dichiarato a favore della manifestazione del Gay Pride a Belgrado. Com’è noto, nel Paese la società è molto dura ed intollerante nei confronti dell’omosessualità, e manifestazioni come quella del Gay Pride sono spesso finite in veri e propri pestaggi da parte dei membri omofobi della società. Già durante quest’anno, la comunità lgbt aveva tentato di sfilare per i propri diritti, ma questi tentativi sono tutti falliti a causa delle minacce da parte di omofobi gruppi appartenenti all’estrema destra.