Pochi giorni fa vi avevo riportato la notizia secondo cui l’associazione nazionale omosessuale Arcigay avrebbe ufficialmente contestato il fan club di Mauro Marin su Facebook, accusato di “omofobia”, a causa di presunte frasi omofobe ai danni del concorrente omosessuale Maicol Berti. Si diceva anche che l’Arcigay avesse espressamente dichiarato che avrebbe chiesto la chiusura del gruppo Facebook, che vanta un numero esorbitante di iscritti. Ebbene, a quanto pare le cose non stanno così, e l’Ufficio stampa dell’Arcigay ha smentito le voci che continuavano a susseguirsi nel web.
Mauro Marin, concorrente di questa edizione del Grande Fratello, è diventato senza dubbio il fenomeno del momento. Con migliaia di fan in tutta Italia (260 mila iscritti al suo gruppo su Facebook), sembra strano che proprio le persone che vivono a stretto contatto con lui non abbiano proprio nessuna stima per questo concorrente. A contestare (seppur indirettamente) Mauro e tutti i suoi fan, è anche l’Arcigay, che ha recentemente affermato che i fan del trevigiano scriverebbero dei messaggi chiaramente omofobici, ovviamente rivolti a Maicol Berti, concorrente omosessuale di questa edizione del Grande Fratello.
Durante il Convegno del 25° anniversario della nascita di Arcigay, il siciliano Paolo Patanè, con la mozione “Essere futuro”, è diventato il nuovo presidente nazionale di Arcigay, Con 120 voti contro 65. È Patanè quindi il successore di Aurelio Mancuso, mentre Luca Trentini sarà il Segretario nazionale Arcigay. Paolo Patanè è anche il fondatore e coordinatore di Arcigay Sicilia e responsabile Salute.
Domenica 21 febbraio a Cuneo, in in via Amedeo Rossi si terrà un incontro dal titolo “Stiamo con thè“, organizzato da “I Figli della luna”. L’incontro sarà un’occasione per dialogare e fare nuove amicizie, e sarà anche incentrato sulla scoperta di un libro a tematica omosessuale, un’opera di Marguerite Yourcenar, dal titolo “Alexis o il trattato della lotta vana”. Il romanzo è stato scritto nel 1929 ad opera della scrittrice francese, e tratta la storia di un giovane uomo sposato che – tramite delle lettere – rivela la sua omosessualità.
«La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente è in grado di contraddire questo precetto». Sono queste le parole pronunciate dal vescovo emerito di Pistoia, Simone Scatizzi, durante un’intervista con il sito cattolico Pontifex.Roma.it. le parole di Scatizzi sono solo il proseguimento di quanto affermato precedentemente da Monsignor Babini, che con parole molto pesanti, aveva affermato: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura.”
Ieri vi avevo parlato delle scandalose parole di Monsignor Giacomo Babini, che ha candidamente dichiarato che le pratiche omosessuali gli fanno assolutamente ribrezzo. Ecco alcune delle parole usate dal Vescovo Emerito di Grosseto: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura.” A queste dichiarazioni oltraggiose non è rimasta indifferente l’Arcigay “Leonardo da Vinci” di Grosseto, per voce di Alessandro Iberi, presidente Arcigay Grosseto e Davide Buzzetti, Presidente Agedo Toscana.
Alfredo Ormando, ultimogenito di una famiglia siciliana, è uno dei simboli della lotta della comunità Lgbt, un uomo che si è sacrificato dandosi fuoco con la benzina in piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio 1998. Ormando, scrittore gay di San Cataldo, voleva protestare contro le repressioni omofobe della morale vaticana, e proprio per mostrare tutto il suo dissenso, decise di darsi fuoco con della benzina, in Piazza San Pietro. Immediatamente Alfredo fu soccorso dai poliziotti, che tentarono di spegnere le fiamme sul suo corpo, e fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci lunghi giorni di tremenda agonia.
Una nuova campagna per promuovere l’uso del preservativo è partita in seno all’Arcigay, che questa volta ha voluto usare l’ironia come mezzo per lanciare un messaggio importante: l’uso del preservativo salva la vita.
Le ultime dichiarazioni di Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole, sono decisamente deludenti, frutto di un’ignoranza senza limiti. Non vi è altra spiegazione che possa giustificare le parole di Zaia, che ha affermato che in Rai vi sono troppi gay: «la Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay, deve seguire le indicazioni del governo». A queste dichiarazioni sono giunte numerose risposte di dissenso, tra cui quella di Arcigay.
Il noto sex club affiliato all’associazione Arcigay “Illumined“, a Milano, è stato oggetto di una retata da parte della polizia, che ha deciso di chiudere i battenti del locale, nonostante l’ingreso fosse vietato ai minorenni e ai non tesserati, e nonostante vi fosse la regolare licenza di vendere alcolici.