
Come vi avevamo accennato alcuni mesi fa, in Argentina la Chiesa si è scagliata contro la proposta di legge che prevede la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, una legge già approvata alla Camera bassa del parlamento argentino, che adesso è al vaglio in Senato. A schierarsi contro la definitiva approvazione della legge vi è naturalmente la Chiesa, che ha organizzato una manifestazione contro la possibilità di far unire in matrimonio due persone dello stesso sesso: “Siamo contro il matrimonio, l’unione di due persone dello stesso sesso e non vogliamo che adottino bambini”, ha dichiarato uno dei manifestanti cattolici.

Nei giorni scorsi, il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha espresso il suo disappunto nei confronti di coloro che negano l’affitto alle persone omosessuali sulla base del loro orientamento sessuale. in risposta a questa (ovvia) indignazione, Bruno Volpe, del sito www.pontifex.roma.it, ha intitolato la sua risposta al ministro: “Ministro: vada al mare. La proprietà privata in Italia é inviolabile”. Fermo restando che il Ministro per le Pari Opportunità ha semplicemente affermato che è inaccettabile negare l’affitto alle persone omosessuali.
Come vi avevamo raccontato, il coro gay Komos ancora una volta è stato vittima di discriminazione da parte di una diocesi, quella di Pesaro nella Chiesa di Cristo Re, dove doveva esibirsi per la rassegna «Vespri d’organo». Come accadde circa un anno fa nella Chiesa di San Bartolomeo della Beverara, anche questa volta l’orientamento sessuale dei membri del coro è stato determinante per l’allontanamento del coro, che adesso chiede una spiegazione valida per un simile atto di discriminazione sessuale.

Ancora una volta il coro gay Komos si è visto chiudere le porte in faccia da una diocesi, e questa volta si tratta del concerto previsto per il 10 Luglio a Pesaro nella Chiesa di Cristo Re, dove doveva esibirsi per la rassegna «Vespri d’organo». A rendere nota l’esclusione del coro gay è stata la stessa diocesi, che ha fatto sapere tramite una nota ufficiale: «L’Arcidiocesi si dissocia fermamente dall’iniziativa (inserita nella manifestazione) che prevede, per il 10 luglio, l’esibizione del coro Komos di Bologna nella Chiesa dell’Annunziata. Tale esibizione, pertanto, viene annullata».

Il governo della Gran Bretagna sta valutando la proposta di lasciare che le coppie dello stesso sesso possano celebrare le loro unioni civili anche attraverso funzioni tipicamente religiose. Il ministro Lynne Featherstone, ha dichiarato che è stata proposta al governo una rivalutazione dei diritti della comunità lgbt inglese con particolare riferimento alle unioni gay;

Torniamo a parlare dei troppi pestaggi omofobi che piagano la ormai esausta comunità lgbt italiana ed internazionale. di fronte ad un problema come quello della violenza omofoba, c’è chi – in un modo o nell’altro – riesce a dare la colpa alle vittime delle aggressioni, come ad esempio Monsignor Alfeo Giovanni Ducoli, arcivescovo di Belluno – Feltre, che è stato intervistato da Pontifex, che lo ha interrogato riguardo i continui pestaggi che i gay denunciano quasi ogni giorno nel mondo.

Nei giorni scorsi si è tenuta la manifestazione del Gay Pride di Napoli. In questa occasione, come ha sottolineato la transessuale Vladimir Luxuria, Monsignor Sepe si è dimostrato un grande cardinale “per l’apertura mentale che ha dimostrato incontrando associazioni omosessuali della città e per non aver scritto nessun comunicato contro questa sfilata”. Delle parole di ammirazione nei confronti dell’arcivescovo Crescenzio Sepe, che non sono però state gradite da altri esponenti religiosi.
Il ritornello recita “Non rompermi Alejandro, non rompermi Alejandro“: evidentemente Alejandro – forse un suo ex – non l’ha capito e l’eccessiva Lady Gaga gli ha organizzato un bel funerale. Questa l’atmosfera che si respira nel video del nuovo singolo della signorina Germanotta. Ci aspettavamo qualcosa di più hot, invece no: la protagonista si scatena con i suoi ballerini dalle calze a rete e dalla divisa da poliziotti nell’oscurità più totale, ma non è detto che al buio non possa accadere nulla di interessante.

Ci risiamo. Un altro leader della Chiesa si permette di paragonare l’omosessualità ad alcuni dei più orribili dei reati. In questi ultimi mesi andava di moda dire che i gay sono come i pedofili, ma ecco che John Francis, capo spirituale della Chiesa Pentecostale del Ruach Christian Ministry a Brixton, a sud di Londra, ha asserito addirittura che l’omosessualità è da paragonare addirittura allo stupro. Una settimana fa, nel suo sermone domenicale, Francis ha deciso di parlare ai suoi fedeli di quanto abominevole possa essere l’omosessualità, asserendo che un potere demoniaco abbia fatto credere al governo inglese che gli omosessuali sono normali.

Due donne lesbiche felicemente innamorate, hanno denunciato in Inghilterra, di essere state allontanate dalla chiesa che frequentavano durante una funzione religiosa dopo che gli altri parrocchiani le hanno accusate per aver assunto comportamenti sessuali durante la recitazione degli inni.

Che la Chiesa è estremamente ostile alla comunità omosessuale è un dato di fatto comune in tutto il mondo, ma in Inghilterra questa ostilità non è tollerata, ed a pagarne le spese è stato Dale McAlpine, un prete omofobo cristiano di quarantadue anni beccato a declamare che l’omosessualità è peccato. Il predicatore si sarebbe rivolto ad una folla, alla quale avrebbe raccontato la solita tiritera, tanto sostenuta dalla Chiesa. Il sermone del prete cristiano è stato però presto interrotto dall’agente Sam Adams, del police community support officer, che ha affermato che il prete stava usando un linguaggio ingiurioso nei confronti della comunità omosessuale.

Vancouver, un’insegnante di musica e fondatrice di un coro per bambini ha dichiarato di essere stata licenziata dall’Accademia Little Flower, un istituto privato cattolico, presso cui era impiegata, dopo che i suoi datori di lavoro hanno scoperto che era lesbica.

È tornato alla comunità delle Piagge Don Santoro, il prete che alcuni mesi fa aveva unito in matrimonio la transessuale Sandra Alvino e Fortunato Talotta. Un matrimonio davvero controverso, che ha portato all’allontanamento di Don Santoro dalla sua amata comunità. Adesso, l’arcivescovo di Firenze, ha deciso di togliere la sospensione ad Alessandro Santoro, che tornerà alla parrocchia fiorentina delle Piagge.