E “facciamocelo” quest’altro! Se avessi saputo che, prima o poi, sarei stato capace di trovare un altro partner, non sarei stato per più di un anno a pensare, ripensare, e non solo, alla mia vecchia storia. Una storia gay, s’intende: non amo particolarmente quelli o quelle (ma soprattutto quelli) che, per nascondere la loro palese omosessualità, cercano riparo tra le braccia (altri posti per loro sono motivo di fuga, altro che storie!) di qualche altro essere umano di sesso (rigorosamente) oppposto. Questione etero curiosi a parte (non posso fare a meno di affrontarla in ogni pagina di questo neonato diario), cerco di scrivere qualcosa di più interessante, anche se questo sole continua a battere troppo forte (sarà stato influenzato da qualcuno?).

Non c’è pace per le coppie gay italiane che vogliono farsi tranquillamente una passeggiata per il centro. A Padova, una delle città più gay-friendly d’Italia se si pensa che qui a gennaio scorso ha avuto luogo una mostra contro l’omofobia, si è consumato l’ennesimo episodio di violenza ai danni di due ragazzi omosessuali. Ma questa volta i due malcapitati, oltre ai soliti prevedibili insulti, hanno ricevuto anche un’inaspettata etichetta politica.

Il Parlamento delle Hawaii ha approvato una misura che garantisce alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono le coppie eterosessuali. La Camera dei rappresentanti ha votato nei giorni scorsi a favore della legge per la tutela delle coppie gay, con 31 voti a favore e 20 contrari. Lo scorso Gennaio il Senato aveva già dato il proprio consenso, e adesso l’ultima parola spetta alla repubblicana Linda Lingle, governatore dello Stato.
La Puglia si conferma una regione molto vivace dal punto di vista dell’attivismo gay: ne è una grande dimostrazione l’ottimo riscontro ricevuto dalla manifestazione avvenuta venerdì scorso a Bari, una “Fiaccolata dei diritti“ che ha coinvolto molte associazioni (e non solo omosessuali) del territorio: tra queste Arcigay Bari, Progetto Naussa, Arcilesbica Mediterranea, Cime di Queer, l’Agedo e l’associazione di promozione sociale “Kè“.
La manifestazione nelle intenzioni è partita come un gesto di solidarietà nei confronti di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, la coppia gay di Savona che da oltre venti giorni sta effettuando – insieme a un’altra decina di coppie – lo sciopero della fame, per invitare le istituzioni a calendarizzare proposte di legge sulle unioni civili. Naturalmente, è stato anche un modo per rivendicare un diritto che è già realta in molte parti d’Europa.
Sono molto onorato di intervistare, ad un anno esatto dal mio approdo su questo blog, una delle personalità più importanti del nostro Paese che vanta un’esperienza politica alle spalle, oltre che una carriera sul piccolo e grande schermo: per la comunità lgbt invece Vladimir Luxuria rappresenta una delle anime dell’attivismo, una paladina dei diritti delle minoranze.
Ho deciso di intervistare la vincitrice della scorsa edizione dell’Isola dei Famosi in primo luogo per tracciare la situazione delle unioni civili in Italia e soprattutto per parlare della vicenda di Manuel e Francesco, la coppia gay di Savona che da ormai oltre venti giorni sta intraprendendo lo sciopero della fame per invitare il Parlamento a calendarizzare una proposta di legge che tuteli le coppie di fatto.
Ma innanzitutto parliamo di un piccolo caso televisivo, che in un primo tempo ci ha fatto gridare allo scandalo:

Ieri vi avevo parlato della decisione del comune di Firenze di pubblicare un bando per l’attivazione di un fondo decennale dal valore di 250 mila euro, volto ad agevolare le coppie che vogliono sottoscrivere un mutuo per l’abitazione principale. Il bando in questione comprenderebbe anche le coppie omosessuali, e la notizia ha ovviamente fatto discutere. Su questo tema si era espresso anche l’arcivescovo di Firenze monsignore Giuseppe Betori, che ha dichiarato: “Tenendo conto della ristrettezza delle risorse a disposizione per le politiche sociali, ci si aspetterebbe che fossero valorizzate le realta’ che hanno una valenza e una ricaduta su tutta la societa’ e quindi ci si aspetterebbe un aiuto e una promozione di politiche sociali a favore della famiglia fondata sul matrimonio, quella che la Costituzione tutela”.
“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare“. Questo, l’articolo 29 della Costituzione italiana. Un articolo che, ovviamente, impedisce alle coppie di fatto e, soprattutto, a quelle omosessuali di ufficializzare la propria unione.
Un quotidiano della Georgia ha proposto che in Marietta, il piccolo capoluogo dello stato, adotti un servizio di ordine costituito da cani per risolvere il problema del sesso tra coppie gay, nei parchi pubblici.
L’ufficio di contabilità dell’Australia ha dichiarato che entro il censimento del 2011 saranno prese in considerazione, nelle statistiche, anche le coppie dello stesso sesso.
Grande notizia direttamente dalla fredda e modernissima Svezia: dopo che il Parlamento aveva approvato i matrimoni omosessuali circa un mese fa, la Chiesa scandinava luterana ha celebrato le prime nozze gay nella storia del Paese, nonostante qualche pastore potrebbe rifiutarsi di farlo.