Fa scalpore la notizia della transessuale brasiliana impiccatasi nel Cie di Milano. La transessuale era conosciuta con il nome di leona, all’anagrafe Santos Da Costa. A quanto si è scoperto, la transessuale aveva denunciato il suo sfruttatore, e viveva tra la paura di tornare in Brasile, dove l’aspettavano le botte “da quello che la sta aspettando”, e le minacce del fratello del suo ex sfruttatore. Questa triste vicenda, si è conclusa con la morte di Leona. “Dicono pure di aver visto le guardie scherzare davanti al suo cadavere, senza alcun rispetto”, ha dichiarato una transessuale che ha vissuto l’incubo nel Cei con la transessuale suicida.

Ieri vi avevo parlato della transessuale che si è suicidata all’interno del “Centro di identificazione ed espulsione” di via Corelli a Milano. La transessuale che si è impiccata con le lenzuola alla sbarra della finestra, era conosciuta come Leona, ed aveva ventiquattro anni, all’anagrafe Santos Da Costa. Mesi prima la transessuale Leona aveva denunciato il suo sfruttatore, facendolo arrestare, ma non avendo il permesso di soggiorno, ha passato dei mesi da incubo, a causa delle minacce continue del fratello del suo ex sfruttatore.
E’ stato davvero un Natale nero per la comunità transessuale italiana. Mentre venive trovato il cadavere di una persona transessuale, abbandonato dentro un sacco nero della spazzatura a Roma, a Milano un’altra trans brasiliana di trentaquattro anni si è suicidata, impiccandosi con un lenzuolo annodato alle sbarre della sua stanza nel Cie di via Corelli. La transessuale, all’anagrafe Carlos S. , era stata bloccata al “Centro di identificazione ed espulsione” di via Corelli a Milano.
La grave ondata di violenza contro la comunità Lgbt in Italia ha davvero messo in allarme le persone e le forze dell’ordine. Tale ondata di violenza ha dimostrato palesemente che una campagna antiomofobia costituita da uno spot promosso dal governo, rappresenta solo la punta di un iceberg, e che tantissimo va ancora fatto affinchè la gente non si senta leggittimata nel picchiare e uccidere le persone a causa del loro orientamento sessuale. In attesa che qualcosa cambi, per fronteggiare questo Problema si sono attivati anche i City Angels di Milano, dei volontari di strada attivi da 15 anni, che si sono organizzati per tutelare l’incolumità degli omosessuali che lo richiedono.
Un altro agghiacciante caso di violenza sessuale ai danni di una transessuale, una violenza avvenuta dietro le sbarre, nel carcere di San Vittore a Milano. Qui, una detenuta transessuale ha accusato uno degli agenti, con tanti anni di servizio senza mai aver ricevuto alcun demerito, di violenza sessuale ripetuta.
Vi avevo già preannunciato che la libreria Babele, punto di riferimento per la comunità omosessuale, a Milano avrebbe presto riaperto i battenti. Ed infattti -finalmente- è ciò che accadrà proprio oggi -23 luglio 2009- giorno dell’inaugurazione, che avrà luogo in Viale Regina Giovanna 24/b, alle ore 18:00.
Notate l’ironia di questo nostro pazzo mondo, in cui un caso di non discriminazione diventa notizia. E’ quello che è capitato a Federico, 45 anni, che dopo aver cambiato di sesso ed essere diventata Vittoria Casamassima, non ha subito discriminazioni!
Altro caso di violenza omofoba a Milano, questa volta dal Binario 1 della stazione centrale contro i locali del primo tratto della via Sammartini, la ‘Gaystreet’ milanese, che ospita quattro locali gay.
Parliamo ora di un evento che farà certamente piacere a tutti gli amanti del teatro.
Dal 26 febbraio al 15 marzo gli emuli degli Abba tornano con le loro canzoni evergreen in un musical che ha dato soddisfazioni: “Mamma mia“.