
Nei giorni scorsi le dichiarazioni del vescovo di Grosseto Monsignor Giacomo Babini hanno destato davvero molto scalpore. Sembra infatti che il vescovo non si renda conto della gravità di alcune sue dichiarazioni, e non sto parlando solamente di quelle volte a condannare l’omosessualità come un male da punire con la prigione. Durante la sua intervista con Pontifex, Babini ha praticamente dichiarato di avere molta più avversione contro i preti omosessuali che contro quelli pedofili (pentiti).
Sarà una mia impressione, ma di questo scandalo documentato da Panorama sui preti romani che di giorno svolgevano le loro funzioni e di notte andavano per locali gay e intrattenevano rapporti promiscui con escort, si è parlato troppo poco. Probabilmente in autunno il tema sarebbe stato meglio sviscerato dai talk show, ma la notizia sembra destinata a morire per poi essere riesumata tra qualche anno, dal momento che questo argomento era già stato toccato qualche anno fa da Exit su La7.

Ha fatto davvero molto scalpore l’inchiesta pubblicata da Panorama riguardo l’omosessualità all’interno delle Chiese. La rivista ha raccontato della doppia vita di alcuni preti, che vivono segretamente la propria omosessualità, e frequentano chat e locali gay. Uno scandalo che ricorda il tanto famoso segreto di Pulcinella, visto che non è mai stato un mistero il fatto che anche tra le mura delle chiese possono esservi delle persone gay. Nonostante ciò, sembra che qualcuno sia rimasto davvero stupito da queste rivelazioni, come Monsignor Giacomo Babini ad esempio.
Profondo sgomento nell’opinione pubblica ha destato l’inchiesta effettuata dal settimanale Panorama circa la doppia vita di alcuni sacerdoti, che di giorno svolgevano le loro normali funzioni religiose e la notte frequentavano i locali gay della Capitale. Un cronista del periodico Mondadori si è infiltrato in questi ambienti attraverso un amico omosessuale e ha passato in rassegna e persino filmato le serate tipo di tre preti.
Si torna a parlare del caso del prete di Imperia accusato da più persone di essere omosessuale. Don Gabriel Tirla il parroco di Poggi di Imperia, sarebbe sospettato di omosessualità a causa delle sue amicizie su Facebook, com’è spiegato in una lettera scritta da alcuni “fedeli”, attraverso la quale tre mesi fa i fedeli avevano voluto informare il Vescovo di Albenga -Imperia Mario Oliveri circa i comportamenti del parroco don Gabriel Tirla. Nella lettera si trovano i pesanti insulti contro il prete, il cui atteggiamento è stato definito da “padre padrone”.
È mai possibile che una persona venga etichettata come omosessuale perché nel suo Facebook vi sono molti contatti di ragazzi in costume da bagno? A quanto pare si, ed è quello che è avvenuto a Don Gabriel Tirla il parroco di Poggi di Imperia, che è stato bollato come “omosessuale”, ed è addirittura finito nelle prime pagine dei giornali. Il giovane sacerdote, nato a Oradea in Romania nel 1977, si è trovato al centro della cronaca per un dubbio, quello che possa essere omosessuale.
L’omosessualità e la Chiesa sembrano essere due cose il più delle volte inconciliabili, ed il caso avvenuto in Germania ne è purtroppo l’ennesima prova lampante. Nel Nord Reno-Westfalia, esattamente nella diocesi di Essen, un parroco è stato sospeso dal suo incarico a causa della sua omosessualità. Volker Z., 42 anni, di Halver, aveva pubblicato alcune sue fotografie sul sito Lgbt gayromeo.com, usando lo pseudonimo “indridason“. Ciò ha provocato quello che è stato definito dai giornali del Paese come un «nuovo scandalo sessuale».
Un uomo di Cremona ha fatto delle scottanti dichiarazioni in merito alla vicenda del prete che alcuni giorni fa aveva denunciato un ragazzo romeno, Leonard Tanasie, di 25 anni, disoccupato e con una moglie e tre figli da mantenere. Il ragazzo avrebbe ricattato il prete di far conoscere al mondo la loro relazione omosessuale, se lui non gli avesse dato delle ingenti somme di denaro. Leonard Tanasie è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione. Ecco però che arrivano le dichiarazioni di un uomo di Cremona, che racconta che non è la prima volta che il prete fa certe accuse.
Il vescovo Pat Buckley la prossima settimana diventerà il primo sacerdote cattolico a stipulare una partnership civile e continuare a ricoprire la sua carica di prete. Il vescovo irlandese di cinquantasette anni sposerà il filippino trentaduenne Eduardo Yango. Solo due testimoni saranno presenti alla celebrazione dell’amore tra il vescovo irlandese ed il cuoco filippino. Il vescovo Buckley fu scomunicato dalla Chiesa Cattolica nel 1998,e l’anno dopo ha fatto coming out. Dopo tre anni dall’inizio della sua relazione, ha deciso di celebrare le proprie nozze.
Leonard Tanasie è un ragazzo romeno di venticinque anni, che è stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione e a pagare una multa di 700 euro per aver estorto denaro ad un prete con il quale da tempo intrecciava una relazione omosessuale. Il ragazzo romeno aveva più volte minacciato il prete di mandare alla Curia delle foto che lo ritraevano in posizioni poco adatte alla sua funzione. La sentenza di colpevolezza è stata emessa pochi giorni fa da Grazia Lapalorcia, nonostante la richiesta del pm Francesco Messina, che aveva chiesto che il venticinquenne fosse condannato a 3 anni e 8 mesi per l’accusa di estorsione, reato «già di per sé odioso, ma ritengo il fatto piuttosto grave e antipatico. Qui la minaccia è odiosa, perché ha sfruttato la debolezza sessuale del prete».
Un altro scandalo pedopornografico coinvolge la Chiesa Canadese, che si trova al centro dell’attenzione a causa di delle fotografie ritrovate nel computer di un prete. Foto che ritraggono dei bambini.
Anthony Capretta, un prete che sta facendo parlare molto di sé nella città di New York. Un prete un po’ particolare, poiché durante la notte vive una vita parallela e (per certi versi) completamente opposta a quella che vive di giorno. Di notte Anthony è una Drag Queen.
Il caso di cui visto per parlare è accaduto nel convento delle All Saints’ Sisters of the Poor, che si trova vicino a Baltimora. Qui, delle monache, non hanno gradito molto la possibile presenza di preti omosessuali. Dieci monache protestanti hanno quindi deciso di convertirsi alla chiesa cattolica.
Storica decisione in Scozia: nella terra del kilt per la prima volta un prete dichiaratamente omosessuale si è aggiudicato per la prima volta la Queen’s Cross Church di Aberdeen con il benestare di 326 votanti, a fronte dei 267 contrari alla nomina.