
Si intitola “Ovalia – dizionario erotico del rugby” e racconta il mondo del rugby, non limitandosi a complicate regole di gioco (poco capite) oppure (moda degli ultimi tempi) alle ammucchiate gay gustabili in campo, ma esplorando le diverse sfaccettature di un microcosmo fatto di sudore e fatica, lealtà e stile di vita fondato sulla lotta e la sopravvivenza. E dopo aver ammirato i rugbisti francesi e australiani, e aver visto le facce dure del rugby, siamo ben lieti di constatare ancora una volta che questo sport è senza dubbio il preferito dagli omosessuali di tutto il mondo. Così come ben intuirono gli organizzatori dell’ultimo mondiale di rugby che su una campagna pubblicitaria omosex basarono tutta la loro comunicazione per attirare spettatori.
Forse non sono belli come i colleghi francesi o australiani, più glamour sui calendari appena prodotti. Eppure questi rugbisti immortalati dal fotografo Denis Ronuve hanno il fascino dello sport, quello che lascia i segni in faccia e sul corpo.
Ebbene si, sembrerebbe uno sport brutto e cattivo eppure piace tanto a noi gay. Perché il rugby ha conservato quel sapore di lotta leale e maschia, che altri sport hanno perso.
I mondiali di Francia si avvicinano e la febbre da rugby sale, anche per la pubblicazione del calendario 2008 “Dieux du Stade” vero must della squadra francese che mette a nudo i suoi Dei.
Godetevi le immagini.