Continuano le manifestazioni di soddisfazione per la condanna a sette anni di carcere inflitta ad Alessandro Sardelli, quarantenne noto più con il nome di Svastichella, colpevole di aver brutalmente picchiato due ragazzi, l’estate scorsa all’uscita del Gay Village. Dopo il processo, è arrivata la condanna, una condanna a sette anni, con l’accusa di aggressione e tentato omicidio. In precedenza già Mara Carfagna aveva espresso la sua soddisfazione per questo epilogo, e adesso è la volta di Imma Battaglia, presidente di ‘D’ Gay Project’ e lo staff organizzativo del Gay Village, che si è detta davvero soddisfatta della pena inflitta all’aggressore dei due ragazzi omosessuali.

La condanna a sette anni di carcere per Alessandro Sardelli, meglio noto con il soprannome di Svastichella, è stata salutata con soddisfazione dagli ambienti politici e – soprattutto – da parte delle associazioni Lgbt, che speravano in una pena esemplare contro l’uomo di quarant’anni che – una notte di agosto – ha ferito gravemente due ragazzi omosessuali all’uscita del Gay Village. Anche Mara Carfagna ha dichiarato la sua profonda soddisfazione per come sono andate le cose.
La scorsa estate a Roma era avvenuto uno dei più brutti episodi di omofobia che hanno caratterizzato il 2009, concorrendo con gli altri casi che hanno reso l’anno da poco concluso come uno dei peggiori per la comunità omosessuale. Il caso in questione è quello che ha coinvolto Dino, un ragazzo omosessuale che all’uscita del Gay Village è stato ferocemente picchiato da un uomo di nome Alessandro Sardelli, meglio noto con il soprannome “Svastichella“. Colpevole dei reati di tentato omicidio, lesioni e porto abusivo di arma, Alessandro Sardelli è stato condannato a 7 anni di carcere. La comunità omosessuale aveva seguito con tanta attenzione questo caso, nella speranza che Svastichella fosse punito per l’atto commesso, senza attenuanti.
Lo scorso dieci settembre 2009 a Firenze si è svolta una brutta aggressione ai danni di un ragazzo di ventisei anni, omosessuale, che è stato selvaggiamente picchiato da un uomo di trentadue anni, Luca Campanoni, artigiano da poco trasferitosi in provincia. Ai tempi dei fatti, la squadra investigativa aveva subito chiarito che non si trattava di una spedizione punitiva. Campanoni, che era stato aiutato da un amico durante il brutale pestaggio, avrebbe infatti dichiarato: “ho perso la testa, non avevo mai picchiato nessuno, non so cosa mi sia successo”. Il motivo per cui l’artigiano piastrellista avrebbe perso la testa, sarebbe che questo ragazzo omosessuale avrebbe teoricamente cercato di baciarlo, ma la vittima nega fermamente di aver provato un approccio con l’artigiano trentaduenne.
Un uomo di quarantasei anni, David Kilcullen, è stato giudicato colpevole per aver commesso un orribile crimine che ha portato alla morte di un omosessuale, e a delle lesioni gravissime per il suo compagno. Gerald Edwards, cinquantanove anni, e il suo partner Chris Bevan, cinquantasette anni, sono stati vittime di un violento attacco omofobico nella loro casa. Agghiacciante la dinamica dell’aggressione subita dalla coppia omosessuale. David Kilcullen fece irruzione dentro casa ed accoltellò i due uomini in tutto il corpo, uccidendo Gerry Edwars, che morì quasi subito.

New York è purtroppo teatro di un altro ignobile attacco contro delle persone omosessuali. Dopo le troppe aggressioni subite dalla comunità lgbt, ecco un altro caso di aggressione omofoba, avvenuta pochi giorni fa in un locale messicano del Queens, il Guadalajara De Noche, intorno all’una di notte. La vittima è un uomo di quarantasette anni, Tarlach MacNiallais, che è stato picchiato selvaggemente da due addetti alla sicurezza. La ragione è tanto assurda quanto la violenza che ne è scaturita. L’uomo si era alzato dalla sedia ed aveva invitato il suo compagno a ballare.

Come vi avevamo detto alcuni giorni fa, Alessandro Sardelli, meglio noto con il soprannome “Svastichella”, l’uomo che una notte d’agosto ha ferocemente picchiato due ragazzi omosessuali che si stavano semplicemente baciando, è adesso coinvolto in una causa in tribunale, su cui sono puntati gli occhi della comunità omosessuale, desiderosa di giustizia. Durante l’ultima udienza, il giudice aveva disposto una perizia psichiatrica per l’aggressore, che -com’è noto- già precedentemente era stato giudicato semi infermo di mente perche’ affetto da disturbi della personalita’ aggravati dall’uso di alcol e stupefacenti, durante un processo per resistenza a pubblico ufficiale.
La grave ondata di violenza contro la comunità Lgbt in Italia ha davvero messo in allarme le persone e le forze dell’ordine. Tale ondata di violenza ha dimostrato palesemente che una campagna antiomofobia costituita da uno spot promosso dal governo, rappresenta solo la punta di un iceberg, e che tantissimo va ancora fatto affinchè la gente non si senta leggittimata nel picchiare e uccidere le persone a causa del loro orientamento sessuale. In attesa che qualcosa cambi, per fronteggiare questo Problema si sono attivati anche i City Angels di Milano, dei volontari di strada attivi da 15 anni, che si sono organizzati per tutelare l’incolumità degli omosessuali che lo richiedono.

Il 30 novembre un uomo di quarantasette anni è stato vittima di una brutale aggressione da parte di alcuni balordi che gli urlavano frasi omofobe mentre lo prendevano a calci e pugni. Tutto ciò è avvenuto intorno alle undici di sera, nella zona del McDonald. In seguito alle percosse, l’uomo è riuscito a trovare rifugio nell’ufficio del gestore e da li ha chiamato i soccorsi mentre i tre si dileguavano sotto lo sguardo di spettatori indifferenti.
E’ iniziato oggi il processo per Alessandro Sardelli, conosciuto con il nome di Svastichella, l’uomo che la sera del 22 Agosto scorso ha gravemente ferito un ragazzo omosessuale, perchè si stava baciando con un altro ragazzo.